“Non te la incarto” – disse la commessa -
“ Le cornici vuote non si regalano. Dicono che rubino l’anima delle persone! “
Andrea aveva in cuor suo sorriso, mentre pagava. Non credeva alle superstizioni, certi argomenti lo infastidivano per la loro inutilità. Andò a dormire e la mattina dopo si svegliò presto, come al solito. L’anima era lì, al suo posto”
….al suo posto. Ma dove? La sua, Andrea l’aveva percepita lì, nel momento stesso in cui aveva afferrato la cornice e i suoi pensieri ed era andato. La mia è dentro di me, adesso. La mia anima sono io, la memoria e la coscienza di una vita vissuta fino ad ora. Ma dov’è l’anima di un uomo che vive solo col suo corpo? congegno perfetto che funziona a ritmi regolari: il cuore batte, i reni filtrano, la bocca sbadiglia. Ma non rompe più i miei silenzi con le sue risate, non cerca più i miei occhi e le mie parole, non dice il mio nome al mattino appena sveglio. In quale angolo di questa nostra galassia sono finite le sue emozioni, i suoi desideri e l’amore per i figli e tutti i baci che mi ha dato?
Penso che solo un malinteso, di tipo etimologico, possa far credere che l’anima, come un “soffio”, fugga via da chi non vive più col suo corpo. E chissà che non abbia ragione la commessa del negozio di cornici. L’anima ti può essere rubata e tu sei condannato a vivere senza di essa. Come una maledizione. Una terribile maledizione!
Iraida
