L. Ferlinghetti, 24 marzo 1919 98 anni di poesia

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…..da qualche parte ho letto

il Significato dell’esistenza

ma mi sono dimenticato

esattamente dove.

Ma sono io

e ci sarò

e può darsi che faccia parlare

le labbra

dei dormienti

e può darsi che trasformi i miei taccuini

in doglie d’erba

e può darsi che scriva

il mio epitaffio eponimo

ordinando ai cavalieri di fermarsi.

 

Lawrence Ferlinghetti, New York 24 marzo 1919

da Messaggi orali in “Una Coney island della mente”

traduzione di Damiano Albeni e Moira Egan


La vita

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La vita: quel vecchio film.
E questa strana sensazione
di esserti perso
qualcosa d’importante
della trama.

 

Alfonso Brezmes, Madrid 1966ź

traduzione di  Mirta Amanda Barbonetti


Un giorno la guerra finirà e io tornerò alla mia poesia (Abu Attayyeb)

Scritta su un  muro di Damasco 

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Magari potessi andare contro i giorni
e tornare a dormire bambino tra le braccia di mia madre.
Dimenticare le lettere, disordinare i numeri
e parlare senza vocali.
Amarti senza poesie e senza ispirazione
e chiamare tutto col tuo nome.

Vorrei chiederti, Sham, com’è l’amore?
Se ogni giorno dentro di te mi vogliono uccidere
tra una barba che non conosce l’Islam
e un dittatore che ha rovinato il popolo.
Ho smesso di amarti, Sham, basta!
Ho cura di te, ma a te non interesso
ho smesso di amarti e nessuno mi biasimerà per questo.
Vorrei lasciarti finché non troverai…
una soluzione tra il figlio di mio padre e il figlio di mio zio.

Abu Attayyeb, eteronimo di Mahmud M. al Tawil, poeta siriano

traduzione dall’arabo di Caterina Pinto.

Unesco 1999, 21 marzo diciassettesima giornata mondiale della Poesia


Per il nostro cuore non c’è una primavera sola

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Non credere che tutto sia finito,
ragazzo. Spera, fatti una ragione
della tua pena. Per il nostro cuore
non c’è una primavera sola. Torna
agli anni alti l’aprile, un altro aprile.
Non disperarti oggi.
 

Franco Fortini

Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994

 


e chiamare tutto col tuo nome……

 

 

 

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Magari potessi andare contro i giorni
e tornare a dormire bambino tra le braccia di mia madre.
Dimenticare le lettere, disordinare i numeri
e parlare senza vocali.
Amarti senza poesie e senza ispirazione
e chiamare tutto col tuo nome……

 

Abu Attayyeb, poeta siriano 
traduzione dall’arabo di Caterina Pinto.

 


Lamenti di un Icaro

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Gli amanti delle prostitute
sono allegri, gagliardi e ben pasciuti;
quanto a me, ho le braccia a pezzi
a forza di abbracciare nuvole!

È grazie agli incomparabili astri
che ardono nel profondo del cielo
che i miei occhi consunti
non vedono che ricordi di soli.

Vanamente ho preteso di trovare
la fine e il centro dello spazio!
Sento che la mia ala si spezza
sotto non so che occhio di fuoco!

e arso dall’amore del bello,
non avrò l’onore supremo
di dare il mio nome all’abisso
che mi servirà da tomba.

 

Charles Baudelaire

da Poesie aggiunte alla terza edizione di “I fiori del male”

 


Esame di mezzanotte

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La pendola, suonando mezzanotte,

ci porta ironicamente

a ricordare quale uso

facemmo del giorno che fugge:

Oggi, data fatidica,

venerdì tredici, abbiamo,

ad onta di tutto ciò che sappiamo,

vissuto da eretici.

Abbiamo bestemmiato Gesù,

il più incontestabile degli dei.

Come un parassita

a tavola di qualche mostruoso Creso,

abbiamo, per far piacere al bruto,

degno vassallo dei Demòni,

insultato quel che amiamo,

adulato quel che ci ripugna;

servili carnefici, abbiamo rattristato

il debole a torto disprezzato;

salutato l’enorme Stupidità dalla testa di toro; baciato

la stupida Materia devotamente,

e benedetto della putrefazione la tremula fiammella.

Infine, per annegare la vertigine nel delirio,

noi, sacerdoti orgogliosi della Lira –

la cui gloria è dispiegare

l’ebbrezza  delle cose funebri –

abbiamo bevuto senza sete, mangiato senza fame…!  

Su, spegniamo quella luce,

nascondiamoci nel buio!

 

Charles Baudelaire

da Poesie aggiunte alla terza edizione di “I fiori del male”

traduzione di Massimo Colesanti


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