A te

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VII

A te, mia sposa nel tempo che fioriscono i mandorli,

non chiederò più di confondere i tuoi giorni con i miei,

né di prendermi le mani strappandomi ogni senso.

Io, l’uomo con il bracciale al polso,

ho lasciato scorrere primavere su primavere

senza fermarle

e non ho ora diritti dall’antica sapienza del mondo.

Così, domani, quando mi incontrerai per strada,

continua il tuo cammino,

non volgerti indietro per guardare

se anch’io ti guardo.

 

Otto Anders, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Poesie a Tiù”

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Gli occhi imprigionati

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Mi sfugge la vita dalla bocca
e più non so dove guardare
se dietro se di fronte.
Non so più andare avanti.
E nemmeno fermarmi.

 

JORGE ARBELECHE,  Montevideo (Uruguay) 23  10  1943

da “Gli occhi imprigionati” in “40 poesie”

a cura di Alessio Brandolini e Martha Canfield

 


sono stanco di incantarmi agli scricchiolii della mia vita….

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 XXI

………………………………………….

È vero:

qualche volta abbiamo avuto vent’anni insieme,

tu eri la luna con la luna, tra le tue mani coglievo

carezze come rugiada, ma ciò non basta

e, se tu potessi entrare in me, sapresti in un istante

che un uomo non può vivere cento vite in una,

né rimanere sempre al di qua della felicità,

ma tu baciami ancora,

non pensare che domani saremo di nuovo qui.

 

Otto Anders, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Poesie a Tiù”


una virgola…

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Quando scopro che la mia vita
ormai non sarà quel che pensavo
e che iniziare tutto di nuovo
non è possibile a questo punto
e che fuggire fuori dal mondo
avrebbe l’alto prezzo di perdervi
voi che siete l’unica cosa
reale,
una parola
discende dai miei occhi
ed è segno che divide ciò che sono stato
da quello che inizio ad essere in questo volo:
una virgola.

 

 

Antonio Praena, Purullena (Spagna) 1973.

da “Molte volte ho desiderato essere una gru”

trad di Alessio Brandolini


come quest’estate……

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………………………………………………………

Ho scoperto il cielo, stanotte,

e la luna che mi cadeva addosso

come un frutto maturo:

ho capito che non posso più desiderare nulla

e che il dolore è mio,

come la mano che mi porto dietro,

come quest’estate in cui soffocherò senza te.

………………………………………………………………………………….

 

 

Otto Anders, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Poesie a Tiù”


…potessi ora trasformarti in un’ape del mio terrazzo

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IX

A te, che non sarai mai mia sposa

e mi presti il tuo amore raccomandandomi

di non fidare nel giorno che verrà

e, senza nulla promettere, cali

nelle mie notti come un falco, non ho anelli da dare

né una casa dove un figlio ti riconduca a me.

Tra i miei libri dischi e disastri

non c’è nulla che sia giusto possedere,

ma sul mio terrazzo pende la luna

e c’è l’odore del fieno

dalla campagna vicina.

A volte ho trovato anche un passero

stecchito e le api, d’estate, formano il favo.

È qui che attendo che dio m’imbrogli ancora

e s’affollano i miei passi di sonnambulo.

È qui che hai visto il mio viso sospeso sulle tue labbra,

la mia mano abbandonata sul tuo seno minuto.

Potessi ora trasformarti in un’ape del mio terrazzo,

nasconderti tra i miei libri, dischi e disastri,

fino a quando il mondo si dimentichi di te.

 

 

Otto Anders, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Poesie a Tiù”


Musica per un desiderio

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Lancio monete nelle città e nelle sue fontane

ed esprimo desideri al passaggio di stelle cadenti.

La signora che mi lesse la mano disse

che sarei vissuto a lungo.

Cosa direbbe ora dopo che le mie mani hanno visitato il tuo corpo

e hanno conosciuto l’esilio e il naufragio?

L’irreversibile solitudine del nostro mondo

scagliata sulla ferita non è il sogno

è l’imminenza di un tempo silente

sono le voci bruciate degli uomini

il battito che afferma

la vita che in loro ha alloggiato.

Qual è il tempo e la sorte di queste parole?

Qual è il sesamo o l’abracadabra che a noi accorre?

C’ è splendore e stanchezza

in questo canto che profetizza

mentre facciamo l’inventario

delle cancellature, emendamenti e correzioni

di ogni istante sbagliato della vita.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da “I mestieri della vita”  in “Le urgenze dell’istante”

Traduzione di Alessio Brandolini

 


ascolta….

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ascolta
se ti dico ho voglia di ascoltare il canto delle terra, stanotte,
e di piangere tra le tue mani significa che a volte
la vita è di una tenerezza così semplice che fa male
e che domani saremo da soli tu e io
a reggere il mondo
come un rametto di basilico
saremo ombre
uccelli
bottiglie gettate nelle onde
incenso e alghe e papiro
e avremo pensieri curiosi
e storie di amore estremo e trasparente
come l’aria antica di lisbona
e crudeli come gli occhi dei figli
che non ci perdonano
d’esser vecchi.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


E tu da che parte stai nella terza guerra mondiale, la guerra contro il Terzo Mondo? (L. Ferlinghetti)

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E mi rimane, infine, la certezza
che si possa sbagliare dalla parte giusta
schierati a protezione di un’intesa
tra l’utopia di chi insegue gli orizzonti
e gli orizzonti stessi che si spostano per noi……

Stefano Tassinari
Ferrara, 24 dicembre 1955 – Bentivoglio, 8 maggio 2012


La poesia per me

20

 

La poesia è un ramo saldo
A cui ogni tanto lego la mia altalena
Per dondolarmi sopra il nero.

 

Antonis Fostieris, Atene 1953


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