E’ stata bella, no? la vita.

Quanti pensieri  in questi  giorni!

Ciò che è stato  ed è lontano nel tempo,

i volti di quelli che ho amato e mi hanno amato

e che non ci sono più.

Le bandiere rosse dei miei diciotto anni.  

Le risate sonore dei  figli bambini,

le parole d’amore sussurrate all’orecchio al mattino.


Chi ha detto  “i ricordi sono un modo di incontrarsi ancora”?


Annamaria S.

NULLA

La vita
dovresti poterla
ricordare
come un viaggio all’estero
e con amici o con amiche
parlarne poi
e dire
è stata bella, no?
la vita,
e vedere frammenti di donne, segreti
e paesaggi
e lasciarsi poi ricadere soddisfatti
ma i morti non possono lasciarsi ricadere.
E nemmeno nient’altro possono fare.

Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933)

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12 responses to “E’ stata bella, no? la vita.

  • spaziocorrente

    I ricordi ci sono perchè c’è stata la vita, con i suoi sì e con i suoi no. Sono coperte che scaldano il cuore in momenti delicati e sono spine quando toccano corde sensibili.
    Sono parte di noi, ma non devono prenderne troppa.
    Abbiamo ancora tanto da fare.
    Buona giornata

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  • iraida2

    Giusto! E c’è un passato così prossimo che ancora te lo senti addosso con tutto il suo carico di assenza. E hai bisogno di tempo perchè il dolore si stemperi e dia un’altra possibilità alla speranza.
    Grazie davvero per la tua presenza qui, che è sempre gradita!

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  • cKlimt

    Sì. Per me almeno è così. I ricordi sono sempre occasione di incontro. Alcuni ricordi a distanza di tempo uno dall’altro, tornano e non so come dire, ma si fanno rileggere in modi diversi mentre si colorano di stati d’animo sempre differenti.
    Non sono credente eppure vivo immerso dentro il senso del sacro e lo frequento e non mi sottraggo al confronto con questo impulso. Così so riconoscere che certi ricordi finiscono per divenire “santuari”, dove non solo incontri le persone fondamentali della tua vita ma incontri quella divinità che ti abita e che ti permette di trovare un senso a ciò che ti capita. Nel 2008 ho perso mia madre ma mi accorgo che in realtà non ho perduto nessuno. Lei vive in ciò che sono oggi. Chi sopravvive, vive una vita che riecheggia di tutte le persone che ha frequentato, che ha amato, che gli hanno riempito la vita. E’ come avere una nuova responsabilità ora. Non mi sento sminuito ma accresciuto da questa nuova situazione
    Sono un viaggio e porto con me altri passeggeri. Ospiti
    a cui prestare attenzione, a cui dedicare cura. I ricordi appartengono a quella “cura”.

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  • tigresiberiana

    Il dolore vuole essere visto. Così come la paura. Vogliono che noi li sentiamo in ogni nostra piccola fibra e siamo presenti a noi stessi perchè anche loro fanno parte della vita. Non c’è altra possibilità se si vuole vivere pienamente.Io ho provato entrambe le possibilità:respingerli o lasciarmi attraversare accettando il rischio di perdermi e di non tornare indietro e solo così ho potuto ritrovarmi e ricominciare. Ma questo vale per me, ovviamente. Ti abbraccio, tigresiberiana

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  • iraida2

    Ho sempre pensato che ognuno fa del dolore quello che può.Io, negli ultimi due anni, ho attraversato l’inferno e ci sono stati momenti in cui il dolore era incontenibile a tal punto che, per non sentirlo, ho rinunciato a sentire me stessa, le mie emozioni, ho rinunciato alla mia lucidità, sono diventata indolente dentro e fuori. Adesso sto cercando di recuperare quello che avevo abbandonato.
    Ricambio con affetto l’abbraccio Tigre!

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  • tigresiberiana

    Ce la farai! Il tempo ti aiuterà e anche gli affetti più cari e più veri. E la forza indomita che c’è in ogni donna. E, forse, pensare che i nostri cari che non ci sono più non vogliono che noi soffriamo per loro ma che viviamo felici sulla terra, onorandoli. E’ molto difficile, ma ce la si può fare. E’ come una lunga convalescenza. Avanti! Ti abbraccio, Tigresiberiana
    P.S. Spero di non essere invadente.nel caso, mandami segnali chiari e forti. Sono temi che mi toccano profondamente …

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    • iraida2

      Invadente!?! Tu non ci crederai ma tutto quello che sento dentro di me, riesco a tirarlo fuori solo in questo spazio. Sarà il potere liberatorio della scrittura o forse quello della rete ma con chi mi sta vicino, figli, amici, forse per pudore, non parlo così liberamente. Ho paura di essere ingombrante o di mettere in imbarazzo chi mi sta davanti.
      Perciò non posso che essere grata a tutti coloro, compresa te, che, relazionando con me, mi fanno tanto bene.
      Un abbraccio..

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