…il suono della schiuma sugli scogli

Oggi pensavo.  Che parole abbiamo detto  l’ultima volta che ci siamo parlati?  Quali parole ci siamo sussurrati  quel giorno appena  svegli, con gli occhi ancora chiusi e le  mani  ad esplorare  il  tepore dei nostri corpi?  Quali parole  sono state la sostanza di un altro giorno insieme? Quali quelle che  abbiamo lasciato scivolare inascoltate,  per non farci male?  Quante se ne sono perse  tra il tuo caffè e il mio  yogurt, tra  i polsini da abbottonare e i libri,  infilati  in borsa in tutta fretta?  Avrò forse detto  “bisognerà parlarne..” avrai risposto “ne parliamo al ritorno”

Da quel momento, per due anni,  ho condiviso con te  solo il  silenzio. In quella stanza , abitata dal suono del tuo respiro, certi giorni mi è parso di vederlo  il silenzio,  insopportabile,  inesorabile,  mentre si insinuava tra noi, tra il tuo torpore opaco e me che contavo lo stillicidio dei giorni. L’ho sentito nell’aria diventare,  giorno dopo giorno,  una paratoia fredda,  spessa,  insormontabile dove le mie inutili  parole si schiantavano, ogni volta, col lo stesso suono della schiuma sugli scogli. Lui, il silenzio, un guscio duro, inviolabile, da cui avrei voluto  tirarti fuori o io stessa scivolarvi, se solo avessi trovato un varco. Ma ogni tentativo aveva il senso di un’imposta  sbattuta al vento.  Tu non eri lì dove cercavo. Nell’involucro del corpo  non  c’eri  tu e nemmeno i tuoi pensieri, i ricordi  e i desideri  e tutti  i baci che mi davi. Nei tuoi occhi persi solo il vuoto inconsistente di un universo senza tempo, senza luoghi, senza parole.
E io  non saprò mai con quali parole ci saremmo, quel giorno,  ritrovati.

Annamaria S.

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14 responses to “…il suono della schiuma sugli scogli

  • mauri53

    si cerca di inerpicarsi su irti massi rischiando cadute dolorose
    si frappongono silenzi arcigni con domande senza risposte e grida sussurrate ma non si saprà mai quello che sarebbe stato se…..

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    • iraida2

      Già. A quante parole dette ed ascoltate non facciamo caso nel quotidiano, con le persone più vicine a noi, con gli amici, con quelle che incontriamo al lavoro o altrove…non ci sfiora mai l’idea che potrebbero essere le ultime che ci scambiamo. A me è successo con mio marito, il compagno di una vita, il padre dei miei figli. Ci eravamo lasciati al mattino e un incidente lo ha ridotto a un vegetale. Un calvario durato due anni, poi la morte.

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  • lois

    È l’incontro/scontro di due universi sempre paralleli e mai (o quasi) fusi all’unisono in uno spazio sempre troppo grande da abitare. Ci sono momenti in cui il sentire dell’uno si distacca dall’altro sentire. Ed ecco allora infrangersi sugli scogli, non solo, il suono di quelle parole mai dette, ma anche tutto quel senso di impotenza che ci trascina inesorabilmente verso quell’assenza che seppur tangile in un corpo a noi vicino, resta un’assenza che si consolida fino ad occupare (dolorosamente prima e malinconicamente poi), quello spazio fisico che prima aveva un corpo ed un nome da pronunciare. E poi, come le onde, seppur diradate, i nostri pensieri ci conducono sempre in quegli spazi vissuti insieme e che (forse) avremmo potuto vivere di più.

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    • iraida2

      Nemmeno lontanamente avrei immaginato che le parole dette quel mattino, tra una doccia e un caffè, sarebbero state le ultime tra me e mio marito. Ora non me le ricordo neanche, saranno state ordinarie e banali ma preziose per me.

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  • ∞ l'eco del vento ∞

    Perdonami se resto ad ascoltarti in silenzio.

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  • eglepiediscalzi

    Non saprà mai la schiuma cosa prova lo scoglio quando lo spumeggia.
    Non saprà mai lo scoglio cosa prova la schiuma quando risuona sulla sua pelle. A volte scogli, a volte schiuma. Carezzarci, non violentarci.
    egle

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    • iraida2

      Dopo 36 anni di vita insieme, fra me e mio marito, quante parole ci hanno accarezzato ma anche ferito, parole annoiate, parole dolci, parole stanche, a seconda dei giorni e di quello che dalla vita ci arrivava ogni giorno. Ma quante cose ancora ci dovevamo dire!!

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  • Fausto marchetti

    mi hai commosso… molto.
    è difficile scrivere qualcosa che ti possa far ritrovare le parole che vorresti sentire o dire.
    provo con questa :

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  • codicesociale

    Continui a scavare dentro te stessa alla ricerca di risposte forse mai ottenute!
    Forse sbagliavi domanda, forse non hai saputo ascoltare…c’erano tante parole in quei silenzi, tanti significati in quei gesti, forse cercavi te stessa altrove… … …

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  • FrancescoRoss

    Strana la vita…..molto bello, molto triste…molto molto triste..

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  • iraida2

    E tuttavia…..
    “Alla fine non ci rimane che questa vita stupida, appesa a un filo, sorniona, che si prende gioco delle nostre insicurezze e dei timori che ci pervadono. L’unico atto che possiamo compiere è di amarla di un amore smisurato.” C.Bukowski

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