La vita non è una serie di lampioncini disposti in ordine simmetrico.


Oh, insomma, è solo una torta! Cerco di consolare me stessa per la massa informe che ho tirato fuori dal forno, i bordi sono alti tutt’intorno, ma al centro c’è un cratere. Se solo riuscissi a nasconderlo! Ma sì, monterò altra panna. Il buco, proprio al centro della torta, è un occhio che mi guarda con aria interrogativa. No, non riuscirò mai a nasconderlo, nonostante tutta la buona volontà e la crema che potrei metterci ancora. Cerco di occuparmi d’altro. Ma sì, è solo una torta!

Al diavolo, vado dritta in cucina, apro il bidone dell’umido e la faccio scivolare dentro.
Mentre peso di nuovo la farina, lo zucchero, il burro…mi viene di pensare alla signora Brown, il personaggio che nel libro The Hours, di Michael Cunningham, fa esattamente la stessa cosa.
Al secondo tentativo, è finalmente perfetta la torta della signora Brown, casalinga americana repressa, imprigionata nel ruolo che la società le ha imposto. La signora Brown, che pensa che una torta riuscita possa mettere a posto una vita, la sua, una vita piatta e patinata.
Ma “la vita non è una serie di lampioncini disposti in ordine simmetrico; la vita è un alone luminoso, un involucro semitrasparente che ci racchiude dall’alba della coscienza fino alla fine”(V.Wolf,Voltando pagina) e la signora Brown, subito dopo, lascia il bambino a una vicina, prende un taxi, con l’intenzione di togliersi la vita in un albergo della città. Ma poi rinuncia al suicidio, abbandona una vita che non le appartiene e si allontana, lasciandosi alle spalle la sua sofferenza che diventerà inevitabilmente la sofferenza di chi è rimasto.

Annamaria Sessa

 

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16 responses to “La vita non è una serie di lampioncini disposti in ordine simmetrico.

  • poetella

    e se si cambiasse stile?
    difficile, vero?
    ma non impossibile…

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  • iraida2

    Molto difficile ma bisognerebbe almeno provarci, non credi?

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  • spaziocorrente

    Forse si potrebbe smettere di fare delle torte che non ci riescono e farci invitare da chi le torte le sa fare. Insomma, scoprire il meglio di quanto siamo cercando di accendere questo nostro luminoso essere.
    Buona serata

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  • lois

    La domenica a volte è impegnativa perchè lascia un po’ di spazio libero nel tramtram fatucoso di tutti i giorni! In quegli spazi, che poi sono i momenti in cui siamo veramente noi e veramente soli, ritroviamo tutte le nostre difficoltà! Però poi l’insofferenza di un giorno si appanna nuovamente in quel tramtram che ci trascinerà domattina e allora non ci sarà più tempo per i pensieri pesanti!! Non è una soluzione, ma spesso lasciarsi trascinare dagli eventi ci rende un tantino più leggeri..

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    • iraida2

      Nello stesso libro, c’è un pensiero bellissimo sulla città, sulla vita, che dice così:
      “solo il cielo sa perchè la amiamo così, la vediamo così, la mettiamo in piedi così, costruendoci intorno, demolendo, ricreando daccapo ogni momento”
      Non saremmo così imperfetti, indefiniti e mutevoli come siamo se non ci interrogassimo sul senso delle nostre vite.

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  • labambinacolpalloncino

    bisognerebbe riuscire a buttar via tutto quello che non ci è venuto bene come la torta, non sempre ci si riesce ma come dici tu forse ci si può provare!

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  • iraida2

    Nella realtà è quello che facciamo ogni giorno. In alcuni casi, compiacere gli altri, diventa più importante di quello che desideriamo noi e, a volte, ci convinciamo pure che era quello che volevamo!

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  • parolesenzasuono

    metti in tavola la torta che hai fatto: non sarà da manuale, ma sarà la tua—

    ironizzaci sopra: la vita è così, in effetti: ti ride se le ridi—

    sapessi che “biscotti” ho proposto, consapevole che non erano dei veri biscotti ma una malriuscita versione…

    ogni nostro gesto è un tentativo—

    può andare a buon fine se comunque lo apprezziamo e non ci chiadiamo, sempre, di essere perfetti—

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  • iraida2

    …oppure basta ripetere “è solo una torta”! 🙂

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  • gialloesse

    Lo sostengo da sempre. la domenica é il giorno più brutto ed inutile, non dovrebbe mai essere domenica. E’ un giorno pericoloso. Nei quadri di Hopper é sempre di domenica.

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  • iraida2

    In effetti neanche a me è mai piaciuta la domenica. Odio il torpore di questo giorno.

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  • Mauro Poggi

    Però un po’ mi dispiace per quella torta finita nell’umido… Il suo solo torto era quello di non avere un aspetto impeccabile, ma magari era buonissima. 😦

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    • iraida2

      Eh caro Mauro, quante cose dovrebbero cambiare intorno a noi e noi stessi dovremmo riconsiderare le priorità del nostro stare al mondo!!allora sì che riusciremmo a pensare “è solo una torta”
      Ti auguro una buona giornata, io scappo a scuola! 🙂

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  • robertomeister

    Di una torta, o di un dolce in generale, di solito mi attraggono i resti, quelli che rimangono fuori dalla forma.
    Una buona giornata

    Roberto

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    • iraida2

      Così è la vita! l’inatteso, l’imprevedibile, l’incomprensibile: di tutto questo sono fatti i nostri giorni. E la maggior parte del tempo lo passiamo ad aggiustare, ad assemblare, a dare forma a ciò che una forma perfetta non potrà mai avere.
      Buona giornata anche a te.

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