….e si deve avere il gelo nel cuore per sentire il nulla che è.

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L’uomo di neve

Si deve avere una mente invernale
per considerare il gelo e i rami
dei pini incrostati di neve

e avere sentito tanto freddo
per scorgere i ginepri irti di ghiaccio,
gli scabri abeti nel brillìo distante

del sole di gennaio; e non pensare
a un tormento nel suono del vento,
nel suono di poche foglie,

che è il suono della terra
intriso dal medesimo vento
che soffia nello stesso spazio spoglio

per chi in ascolto, ascolta nella neve,
e, lui stesso un nulla, osserva
niente che non sia lì e il niente che è.

Wallace Stevens
(Reading, 2 ottobre 1879 – Hartford, 2 agosto 1955)

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4 responses to “….e si deve avere il gelo nel cuore per sentire il nulla che è.

  • cKlimt

    Una perla questa poesia che non conoscevo e in cui trovo qualcosa che tentavo di dire da un mese almeno.
    Qualcosa che provavo ad esprimere ma che poi, ho capito, si può indicare solo per allusioni, con estrema delicatezza, come sfiorando appena le cose, come sa fare, appunto, soltanto la neve.
    Che bella.

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  • iraida2

    Sempre cerebrale la poesia di Stevens!
    Bisogna identificarsi con la realtà, per capirne l’essenza e scoprire quanto essa si confonde con uno stato d’animo che, in questo caso, è il vuoto desolante di un paesaggio e il vuoto di senso che prova il poeta.
    Insomma: il nulla è tutto quello che c’è.

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  • cKlimt

    E se ti dicessi che proprio in quel Nulla ci può essere un mondo?
    Un profumo del tutto che puoi annusare proprio in quel profumo del Niente, in quel paesaggio desolato, ed è allora che ti afferra non solo la malinconia ma un arcobaleno intero di emozioni e sentimenti. Perchè proprio quando entri in contatto con il Nulla scopri le mille sfumature di cui sei fatto. Nel vivere il paesaggio nell’aderire completamente con esso, a me capita di entrare in una dimensione ontologica.

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  • iraida2

    Credo che per Stevens il “senso” sia nelle cose che sono. Ma siccome, per lui, le cose sono “nulla”, il senso è proprio il “nulla”.
    Tuttavia niente ci impedisce di immaginare, in quel “nulla”, un mondo con tutte le suggestioni di cui siamo capaci.

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