I “terribili” anni 70

I miei vent’anni hanno coinciso con gli esaltanti e terribili anni settanta, ai quali si addice il bianco e nero, non fosse altro che per gli estremi contrasti che li caratterizzarono: la vile uccisione di Salvador Allende ma anche la fine della dittatura in Portogallo, la guerra del Kippur e il riconoscimento dell’OLP…. In Italia stragismo e brigatismo ma anche leggi come il divorzio, la 194, il diritto di famiglia, lo statuto dei lavoratori, i decreti delegati …. Nel nostro vocabolario “pulsione ribelle” era disubbidienza, contestazione, insofferenza all’ipocrisia e alle ingiustizie sociali. La quasi totalità dei miei coetanei disapprovava la violenza. E poi c’erano quelli che impugnavano le armi e uccidevano in nome di un’oscura giustizia. Ma questa è una storia lunga….
In televisione non prevaleva ancora la cretineria e non era consentito usare il linguaggio da trivio che si sente, ogni giorno, da giornalisti, uomini politici, figure istituzionali. Non era consentito! perché veniva tenuto in conto il potere che la televisione aveva, ed ha, di influenzare i comportamenti, la cultura, le opinioni.
Alla Tv di stato, in un angolo dello schermo, compariva piccolo piccolo, “rai uno” e si potevano guardare meraviglie come questa:


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