Ri-posto con immenso piacere

Controvento

Non ho mai letto nulla che, così come questo testo, dagli occhi sia passato direttamente nel cuore, prima ancora di essere compreso. E non ho mai sentito, come in questo caso, definire ciò che è poesia con la poesia stessa.


“ Verrà l’inverno, questo lo so. Il ventinovesimo da quando sono nato, il quattordicesimo, credo, da quando scrivo poesie. La stanza in cui scrivo i miei versi: un tavolo, quattro pareti, scansie con i libri alle spalle, due finestre davanti che mettono a est. Da quella più ampia posso vedere, spostati un po’ a destra, due abeti verdi ma austeri, dietro gli abeti dei culmini rossi, l’andare lento dei colli come dorsi di sauri e, quando il cielo è benigno, fatte d’aria le Alpi, le merlature azzurrine alte migliaia di secoli. Al di là di quelle montagne ci sono gli slavi, al di là respira il Danubio. Il Danubio non c’è…

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2 responses to “Ri-posto con immenso piacere

  • Transit

    E’ uno spalla a spalla
    il sottosuolo dell’anima.
    Ma non è il ricordo. La
    memoria una pila di perle.
    Si è a uno, due, tre metri
    distanti. Il cielo nel buio.
    Palpita cangiante.
    Il cuore di malinconia
    sbucciata all’osso.
    Nei finestrini stride l’anima.
    Un gioco di parole dentro
    e fuori il vento sgrava.
    L’acqua, sonora, riluce..
    Possente e lascivo
    s’aggruma il dolore,
    parola, tace nel canto.

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