I want to go home

Oggi è partito un altro dei nostri ragazzi, figlio di amici. E’ andato a Londra con gli occhi pieni di speranza.
Li abbiamo cresciuti, i nostri ragazzi, a loro abbiamo insegnato a rispettare e ad amare il luogo in cui sono nati, perché esso ha una storia e questa storia si intreccia con quella dei loro genitori e dei loro nonni, della loro famiglia, e quella degli amici più cari… A loro abbiamo detto che ognuno può essere determinante per il futuro della terra in cui vive, solo se studia e si prepara. E loro ci hanno ascoltato, hanno studiato. Ci hanno ascoltato, e si sono affezionati ai luoghi della loro infanzia e adolescenza.
Ci hanno ascoltato e oggi sono “migranti”, con le mani fredde e l’aria spaesata di chi non sa cosa aspettarsi. Per anni forse, molti torneranno a casa solo per Natale, per altri deciderà il destino quale sarà il loro posto nel mondo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=DfXUyQsmXRk

Erano i primi anni 80, Mark Knopfler* suona una delle musiche del film Local Hero. I temi: l’ambientalismo, il capitalismo disumano che priva l’uomo della sua identità, il villaggio come unica realtà a dimensione umana, il mito del “ritorno a casa”……

Mark Freuder Knopfler, Glasgow, 12 agosto 1949. Musicista, chitarrista e compositore.


4 responses to “I want to go home

  • massimobotturi

    tra le tante migrazioni, c’è anche quella verso un baluardo di “civiltà” spesso disatteso, nonostante tutto.

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  • tramedipensieri

    …qui i paesi si svuotano…non c’è più il sogno che tanti genitori avevan fatto per i loro figli…

    I ragazzi che partono oggi (non tutti…) hanno dei genitori alle spalle che li sostengono anche finanziariamente…è diverso da tanti anni fa.
    Pensa a quei ragazzi che dovranno sostenersi da soli….

    Per entrambi sarà dura ma sicuramente sarà anche un’esperienza, mi auguro, da riportare qui per ri-costruire questo Paese che non c’è….

    In bocca a lupo a lui e a tutti gli altri che partono e partiranno…..

    buona serata
    .marta

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  • iraida2

    Beh, ti assicuro che, in ogni caso, sono sacrifici!! E poi, vallo a spiegare a uno che ha sgobbato sui libri tantissimi anni, che quella può essere un’esperienza!
    Il mio primo figlio è medico anestesista, il lavoro l’ha trovato ma si è dovuto trasferire al nord.
    L’altro mio figlio è ingegnere civile, laureato a pieni voti, ha buttato il sangue sui libri e, a 35 anni, è sfruttato per quattro soldi al mese, da gente che si arricchisce, approfittando di lui e della crisi. A 35 anni, di esperienze non si ha più voglia di farne, sarebbe tempo di cominciare a fare qualche progetto per il futuro, non ti pare?
    Ma poi mi chiedo, il sud e l’Italia tutta sono nelle condizioni che sappiamo, e non solo economicamente: se i giovani vanno via chi ricostruirà questo paese?
    Buona serata anche a te.

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