…sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt.

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E’ il verso 462 del primo libro dell’Eneide ed è considerato il punto più alto della poesia di Virgilio.
Enea è approdato sulle coste cartaginesi, dopo una terribile tempesta. Con l’amico Acate sta per incontrare Didone e, nell’attesa, attraversa il tempio di Giunone: sulle pareti, affreschi che raffigurano incendi e distruzioni, si riferiscono alla drammatica fine della sua città, Troia. Non sa trattenere le lacrime.
…..sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt.
…..Sono le lacrime delle cose e le cose mortali toccano i cuori.


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