Le parole

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Otto, otto e dieci. Sono in macchina, ferma al passaggio a livello che, anche stamattina, mi farà arrivare tardi a scuola. Alla mia destra, sul marciapiede un uomo fermo sulla sua bicicletta. Ha l’aria di soffrire, non credo sia per il treno che non arriva. Tiene appoggiato con una mano il telefonino all’orecchio “parlami ti prego, perché non mi parli? Sto male io, che credi?” non è molto giovane, ha i capelli brizzolati, alto, atletico, un gran bell’uomo. Tra una battuta e l’altra si mangia le unghie. “Perché non rispondi più quando ti chiamo?…pausa… non m’importa un cazzo di tuo marito…pausa….io non dormo più non mangio più…..pausa…..e ora perché non parli? parlami ….pausa…..no….no….non attaccare, se attacchi mi ammazzo, giuro, guarda arriva il treno…”
Di scatto giro la faccia verso di lui e incontro il suo sguardo, ci fissiamo imbarazzati per un attimo. Improvvisamente piove, l’uomo impreca e si tira su il cappuccio del piumino e io mi dico che uno che vuole ammazzarsi per amore, se ne frega dell’acqua che gli bagna i cappelli.
Il fatto è che si dicono tante cose…..Il treno passa, l’uomo in bicicletta ha riparato sotto un portone ed io penso alle parole. Le penso come creta, ad esse diamo la forma dei pensieri, gioia, paure e desideri, attorno ad esse nascono guerre, amori, angosce, progetti e delusioni.
Le manipoliamo, le lasciamo andare, le neghiamo, le dimentichiamo e non servono, né bastano a cogliere il cuore delle cose, mai.
Una volta ho letto che le parole “sono una marchetta al comune senso della sopravvivenza” la stessa che pagò Shéhérazade al suo principe persiano.
Iraida

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6 responses to “Le parole

  • tramedipensieri

    Già, proprio così.
    E non è mica giusto, penso…affatto….

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  • cKlimt

    Interessante riflessione. Anche se ho dei dubbi sul fatto che sia sempre così. Io propendo per il no. Non accade sempre così. Al contrario a volte ti capita di incrociare persone per le quali le parole sono sacre e le distillano traendole con fatica, direttamente dai loro atti, dai loro comportamenti. Sono parole asciutte. Secche. Nessuna concessione alla teatralità. Non so perchè ma quando incontro persone così, mi viene sempre in mente Montale. La sua lingua di roccia e di vetro. Hanno un peso le parole quando provengono dalle profondità.

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    • iraida2

      Sarà l’età, ma sempre più spesso ho la sensazione che la parola sia un sistema gigantesco ed ingannevole (hai presente i disegni di Escher?) dietro il quale si nasconde l’essere, la sua essenza. Un esempio: il racconto di un fatto non sarà mai il fatto stesso, la parola ha il potere di manipolarlo fino a farne quacosa che, solo parzialmente, si avvicina alla realtà. Proprio per questo non c’è mai una sola verità ma tante quante le lingue a raccontarla. Mi viene in mente ora quel capolavoro di Akira Kurosawa, Rashomon…..

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  • cKlimt

    non so perchè il mio commento sia venuto tutto incasinato con anche le maiuscole e parole che non non c’entrano e non avevo scritto. (tipo “un voltafaccia”) Credo che WordPress abbia intersecato il mio commento con qualche altro testo… è la prima volta che mi succede una cosa del genere. boooh… 😉

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