La sopravvivenza di Icaro

na_forja_da_vida
Mio padre vedeva le piume sulle onde e si disperava,
non aveva sentito la voce nel vento
che risoffiava la cera nella forma come
l’alba fredda che dà forza a una bava di candela.
Io avevo sentito quella voce prima,
in un qualche tempo lontano oltre questo posto
e la immagino ora come una rete vivente,
sebbene non sappia come si stenda per il mondo
o se canti dai suoi lacci o dai suoi spazi.

Susan Stewart, è nata in Pennsylvania nel 1952
da “Columbarium e altre poesie” traduzione di Maria Cristina Biggio


2 responses to “La sopravvivenza di Icaro

  • Laura

    “Io avevo sentito quella voce prima,
    in un qualche tempo lontano oltre questo posto”
    ……grazie…grazie per la maggior parte delle poesie che proponi, novità per me che non vanto chissà quale cultura. Ne colgo il senso profondo e mi sono di bagaglio. Non conoscere non è sinonimo di non saper sentire o di non voler umilmente imparare. Grazie di cuore.

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  • iraida2

    Grazie a te per il tuo commento. La poesia è la modalità di pensiero più bella di cui disponiamo perchè, proprio come dici tu, presuppone il “saper sentire”. Ed è sempre un piacere l’incontro con persone che l’apprezzano e la amano.
    Grazie!

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