Quattro domande al tempo che resta

foto Piergiorgio Branzi

Mi rimarrà il tempo
per misurare il tonfo
delle parole tronche,
d’udire il rumore dei passi
che s’allontanano nei corridoi,
di pesare dentro il palmo
una manciata di sorrisi definitivi ?

Dire non ho più fretta,
ho un’ora per ricoprire con la carta
il sussidiario della tua scuola,
per annodarti le stringhe delle scarpe
ed evitarti ogni caduta,
smettere di pedalare dentro la vita
come durante un E.C.G. sotto lo sforzo ?

Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
a chi è rimasto, così potrà rileggere
ogni nostra parola guardando


infine il suo orizzonte senza angoscia,

ma ne resterà a sufficienza per espiare
il male senza doverci guadagnare
l’indulgenza sopra una scala troppo laica ?

Luigi Paraboschi
da “E ci indossiamo stropicciati”


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