….resta quell’odore di gioventù quando l’erba era bagnata

castello-dell-oscano

Nel giardino annebbiato


Pioveva a rovesci un istante, nel giardino
annebbiato si sciamava poi
alla corda corta della notte, ancora


una goccia infatti
sul naso eccitato, e nell’orecchio
un batter d’ali, puro fino al silenzio

una sosta che vuol essere bianca quando tutti
i coltelli celesti sopra la sua sdraia
diventano invece una cosa seria

no, non è serio, solo lentamente più tardi
la luna conta i bicchieri fino al tramonto,
fino a quando si ridiventa di carne: resta

quell’odore di gioventù quando l’erba
era bagnata, qualcosa da leccare, e poi si giace
un attimo del tutto assorto su se stesso

in questo cliché nebbioso, svelto
svelto, schiarito fino alla gola,
totalmente due.

Gerritt Kouwenaar, Amsterdam 9 agosto 1923

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