Atlantide

mw12

Come diavolo sarà successo, mi sono sempre chiesta
che una città intera – arcate, pilastri, colonnati,
per non parlare di veicoli e animali – un bel giorno
sia del tutto sprofondata?

Insomma, mi sono detta, il mondo era piccolo allora.
Di una grande città si sarà certo sentita la mancanza.
Mi manca la nostra vecchia città –

pepe bianco, pudding bianco, il nostro incontro
sotto i lucernari e cieli bassi in cui rincasare. Forse
quel che è successo davvero è:

i vecchi cantastorie cercarono a lungo una parola
per esprimere che ciò che è andato è andato per sempre e
non la trovarono. E quindi, nelle migliori tradizioni del

luogo da cui veniamo, diedero a quel dolore un nome
e lo annegarono.

 

Eavan Boland, Dublino 24 9 1944
da “Domestic violence” in “Tempo e violenza”
traduzioni di Giorgio Sensi e Andrea Sirotti

Questa poesia è tratta da una raccolta che affronta temi femminili quali il ruolo della donna nella cultura, nella società, nel mito, nella storia ma anche temi domestici come il matrimonio, la famiglia, le tensioni quotidiane legate all’identità, alla violenza, al dolore, il tutto però, senza forzature, senza la rabbia storica di certo femminismo.
Le sue poesie, piuttosto, mi sono apparse come il modo per elaborare alienazioni e violazioni, attraverso il racconto, finalmente, della verità umana e poetica delle donne.
“…ora potevo raccontare la mia storia/ Era diversa dalla storia che si raccontava su di me.”


2 responses to “Atlantide

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: