Versi che potei aver scritto e perduto verso il 1922

jorge_luis_borges_bibliotecario_a_los_cincuenta_y_dos_anos

 

Silenziose battaglie del tramonto
in sobborghi ultimi,
sempre antiche sconfitte di una guerra nel cielo,
albe ruinose che ci vengono
dal profondo deserto dello spazio
come dal profondo del tempo,
neri giardini della pioggia, una sfinge di un libro
che avevo paura di aprire
e la cui immagine torna nei sogni,
la corruzione e l’eco che saremo,
la luna sopra il marmo,
alberi che si alzano e durano
come divinita’ tranquille,
la mutua notte e la sperata sera,
Walt Whitman, il cui nome e’ l’universo,
la spada valorosa di un re
nel silenzioso letto di un fiume,
i sassoni, gli arabi e gli spagnoli
che, senza saperlo, mi generarono,
sono io tali cose e le altre
o sono chiavi segrete e ardue algebre
di cio’ che non sapremo mai?

 

Jorge Luis Borges

da Tutte le opere vol. 1 (1984)

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