La horation del ateo

 

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Ascolta il mio pregare Tu, Dio che non esisti
raccogli nel tuo nulla queste mie doglianze.
Tu che ai poveri uomini nulla consenti
senza consolazione di inganno. Non resisti
alla nostra supplica e di nostra brama ti adorni.
Quando più dalla mia mente ti allontani
più ricordo i placidi racconti
con cui mi addolcì le tristi notti l’amor mio.
Quanto sei grande mio Dio! Sei tanto grande
che non sei neppure Idea, e molto angusta
è la realtà per quanto a contenerti
la si espanda. Io soffro nel tuo costato
Dio inesistente, poiché se Tu esistessi
davvero esisterei pur io.

 

Miguel de Unamuno y Jugo
poeta, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico spagnolo di origini basche
Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936

 

Questa preghiera contiene in sé il paradosso di un dio che è accusato per ciò che soffre l’uomo, nonostante lo stesso uomo dubiti della sua esistenza.
Nell’animo del poeta, un tumulto interiore senza tregua e senza pace, tra il dio morto della ragione e il dio vivo del cuore. Da un lato l’essere umano lo accusa di ciò che liberamente fa con il suo libero arbitrio, dall’altro lo invoca quando la razionalità non risponde ai suoi bisogni.
Nel Quaderno XXIII Unamano scriveva:
“…la fronte sulla polvere della strada
accanto al vasto mare,
un pellegrino morendo di sete
piangeva e sempre più forte piangeva
“Dimmi! È me che vuoi? chiedeva a
Dio, “ti prego! tuo è il mio cuore ”
Dio taceva e il mare con
ritmo monotono continuava il suo canto”

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5 responses to “La horation del ateo

  • enricogarrou

    Molto interessante questo paradosso su Dio accusato di dimenticarsi di noi, ma poi negare la sua esistenza da parte del poeta, che bella la visione di Dio che non è neppure Idea, quindi niente. Un caro saluto

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  • iraida2

    Unamuno ha una visione particolare della religione e di Dio: l’uomo con la ragione cerca un dio razionale che è solo un’idea e per questo si dissolve, diventa nulla.
    D’altra parte anche il dio pantestico, presente in ogni cosa, finisce per diventare un nulla. Tuttavia la ragione non può distruggere la fede, le mancano argomenti validi. E perciò l’uomo rimane nell’eterno dubbio o, se ha una fede molto forte, è fortunato.
    Un saluto a te

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  • enricogarrou

    Bisogna avere una fede grande, è vero. Ma pensi veramente che un dio panteistico diventa un nulla? Io credo in un dio immanente per cui la natura e l’universo sono equivalenti a Dio. Un abbraccio

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  • iraida2

    Un dio immanente, in fondo, è tutto ma anche niente se paragonato al dio delle religioni monoteiste più diffuse. Queste connotano fortemente il loro dio, gli attribuiscono peculiarità uniche, ben determinate.
    Buona serata!

    Liked by 1 persona

  • enricogarrou

    Vero hai ragione, Un abbraccio.

    Mi piace

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