Ciò che abbiamo perduto

 

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…… e chi saprà che una volta

le parole erano possibilità e delusioni,
erano cassetti odorosi pieni di lettere d’amore
e ricordi e lavanda serbata in
sacchetti di mussola, a profumare il letto;

e sete esotiche e le tonalità del cotone
teso in camiciole, che il respiro dolcemente modella;
erano le stanze dell’infanzia con la loro pace senza pena,
le loro mani, i sussurri, le candele che piangono luminose?

 

Eavan Boland, Dublino 24 9 1944
ultimi versi della poesia “Ciò che abbiamo perduto”
da “Outside History” in Tempo e violenza. Poesie scelte
traduzione di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti


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