…..per la durata di una fitta al cuore

 

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Mettimi tra i centri,
come fossi una di loro
ancora incolume, non fuoco sulfureo
nient’altro che un istante sconosciuto.

Liberami dalla fame di memoria
spediscimi lontano senza messaggi
una volta almeno per la durata di una fitta al cuore
come la storia del fiore di nessuno.

Appoggia bene il tuo piede,
lungo le mie linee della vita
la pietra lucida ti serba rancore.

Le mie mani, una treccia di fiato,
non sanno niente dell’affidabilità
di radici con un domicilio,
derubate di ogni terra
conducono una vita d’aria.

Provvista di speciali garanzie,
che nessuno capisce, non
la mia ombra, non il mio
cuore, oggetto ritrovato,
così mi consegno, ancora goffa
a piedi migranti.

 

Mariella Mehr 

Zurigo, 27 12 1947

traduzione di  Anna Ruchat

 

Mariella Mehr è una scrittrice e poeta svizzera di etnia Jenisch. Fu vittima, fin dall’infanzia, del programma eugenetico  promosso dal governo svizzero, per eliminare gli “zingari” durante la seconda guerra mondiale. Alla sua storia, e al percorso psicoterapeutico che le ha permesso di uscire dalla follia in cui era precipitata, Mariella Mehr ha dedicato il libro “La bambina” in cui ricostruisce una storia fatta di violenze: la piccola viene strappata alla famiglia d’origine, cresce in sedici diverse case famiglia e in tre istituzioni educative. Viene rinchiusa al buio e picchiata per la sua paura, subisce gli abusi del padre affidatario, la violenza carnale di un medico, elettroshock e terapie chimiche, mentre viene indicata come un caso disperato ed emblematico di una razza geneticamente tarata. Tutto fino ai trent’anni, quando inizia un lungo percorso di psicoterapia per vivere uno stato di  “normalità” che non aveva mai conosciuto. Fino agli anni ottanta l’opinione pubblica mondiale sapeva ben poco delle discriminazioni subite dalla etnia Jenisch, paragonate di fatto ad un vero e proprio genocidio. Mariella Mehr ha fatto della denuncia della persecuzione degli Jenisch, l’opera principale dei suoi scritti e delle sue poesie. Dal 1996 vive in Italia.   ( notizie elaborate da Wikipedia)

Ho incominciato a leggere le sue poesie senza informazioni sulla sua vita, ma è una cosa per me abituale anche per altri poeti, e fin da subito, mi ha colpito una sensibilità profonda, intima e “dolente”. Mi pareva che ogni parola grondasse lacrime e un forte sentimento di empatia è nato nei confronti di una creatura così bella e coraggiosa.
Posso dirlo: che incontro fortunato stasera!

Iraida(Annamaria)

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