Elegia per mio padre

 

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L’ho baciata sulla guancia, andando via, e lei mi ha detto piano “Trova per me una poesia, ti prego”  Suo padre è morto e la sua richiesta non mi è sembrata strana.  La poesia non cambia ciò che ci succede , solo, lo rende più sopportabile.  Per te Marina, amica dolcissima!

 

Non sei più.

Non ci vedrai più

non ti vedremo più, padre,

non sei più.

Il tuo nome, l’ha preso questa pietra.

La morte, perché morte,

è sempre lacerante

sempre livida.

Con un nastro ci lega al cuore

mazzi di ricordi

mazzi di ricordi e di elegie.

Sono triste e pieno di nostalgia e  tristezza….

Quali parole mi dirai

che t’erano rimaste in gola?

Quali parole nuove

ti dovrei dire ancora?

da questa tomba, padre

che mi darai ancora?……

Da questa tomba sono venuto a prendere

ciò che mi spetta: ricordi amari

dolori di cui siamo fieri.

E non mi dire: figlio, son tristi…

Senza di essi

sarei ancora più triste.

E quando morirò

voglio una tomba come questa

una semplice pietra

là sulla riva, dove

i cipressi conversano

la notte con le stelle

dove il mare dice parole in azzurro , e le disperde

lontano. Parole che conosciamo

che comprendiamo

io e mio padre.

 

Fatos Arapi,  Valona  1929 

Traduzione di  Joyce Lussu

 

 

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One response to “Elegia per mio padre

  • Anonimo

    Sei stato mio padre.
    Lo sei stato per forza di cose.
    E per forza di cose sei andato via.

    Hai una scusante e forse il mio perdono.
    Anzi no, non ti perdono, assolutamente.
    Ogni essere ha una madre e un padre.

    Io, e non un altro o chiunque altro, ho avuto
    come padre proprio te: tu, con un nome ridicolo.
    Non ricordo la tua faccia, il naso, gli occhi.

    E nemmeno quando, ritornando dall’ospedale,
    con tutto il cuore, e il calore che avevi in corpo,
    mi abbracciavi per tenerti ancora in vita.

    Poi, su per la collina e tra le mani, la speranza,
    ormai persa, da solo, la vita ti ha abbandonato,
    pensavi solo a me ed io ho risposto al tuo amore;

    ho lasciato cadere le mie difese alla tua morte.
    Lei mi ha risparmiato ferendomi nella carne viva.
    Anche se volessi, visto che ti maledico, sei qui,

    con me. E non ho bisogno della tua fotografia.

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