Nell’ottava di Mahler

214px-Der_chellist,_1909

 

La notte avanza sulla città

e gravi si sentono le note di un violoncello

sotto le mani di un musicista che lacerato

interpreta il proprio dolore.

 

Aumentano gli archi sull’ottava di Mahler

con il suo roco suono nella notte profonda

come strido di gabbiano in alto mare

e giubilo di musica desolata.

 

La voce s’ingarbuglia alle corde del violoncello

si solleva fino a illuminare l’immensità

che esplode come l’amore

disintegrandosi.

 

Luz Mary Giraldo  Ibagué, Colombia 1950

da “Di arti e mestieri”

traduzione  di Martha Canfield e Alessio Brandolini

dal sito  Fili d’aquilone

 

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