Gli addii

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E solo posso contare le mie tristezze e ricordi

Come un mendicante conta le sue monete in inverno.

Jorge Teillier

Avrei potuto regalarti

quel cinema dove abbiamo visto

Notting Hill e American Beauty.

 

Avrei voluto regalarti gli hotel dove ci siamo nascosti.

Mi sarebbe piaciuto essere il padrone del caffè in cui ci congedammo

dove ascoltammo tutte quelle canzoni

che oggi sono una soundtrack delle nostre vite.

 

E non ci furono regali.

E misi il cielo sul tuo corpo e lo trasformasti in vento

misi il vento sui tuoi occhi e lo trasformasti in sogno

misi il sogno nel tuo silenzio e lo trasformasti in notte

e questa notte non ci sono cielo, vento e sogno

che modifichino il mio cuore

in una luce dove l’amore possa tornare.

 

Ed è per questo amore lontano e vero

che le parole hanno una musica nello spartito che nessuno canta

come chi bussa per ore a una casa abbandonata

come chi prende a calci lattine vuote nel cuore.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da La fretta dell’istante 2015

Traduzione di Alessio Brandolini

 

 

 

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