C’è un modo di guardare il mondo senza rancore

 

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C’è un modo di guardare il mondo senza rancore

senza valigie o traslochi

più in là delle  cartoline

le tovaglie a quadretti

più in là delle sue case vuote e i taxi gialli.

Esiste un modo di vederlo diversamente dai suoi fili

con i panni stesi al sole  sulle  grandi  terrazze.

 

Ma non so nulla del mondo

se non degli addii negli aeroporti

così simili alla mia stanza e il mio comodino

pieno di penne vuote, fogli scritti

e rimedi di occasione.

 

Il mondo è triste

senza i suoi cinema, senza i suoi taxi gialli

gli  stadi vuoti dopo la partita

le tovaglie a quadretti  le canzoni che lo descrivono

in ogni stagione che contiene la sua luce e la sua voce

per  le lacrime

che  lo lasciano vedere più chiaro in controluce

nello specchietto retrovisore di tante cose perse e dimenticate.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da La fretta dell’istante 2015

traduzione mia

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