Bozzetto vespertino

 

tumblr_inline_nzmkgncOyr1s590rd_500

 

Vengono chiuse le finestre

e ammucchi carte e libri una sera di domenica

e di nuovo nella stanza tiepida

la poesia iniziata

dalle cose felici che sempre muoiono.

 

Si chiudono le finestre

e tutto resta come prima,

tiepido, in disordine e la lieve sensazione

di credere che il mondo ci appartenga.

 

La luce come la bellezza non si può guardare davanti

per questo non osservo il dorso dei libri della mia biblioteca

coperti dalla polvere della casa o della morte.

Quei libri assomigliano al modo in cui ogni giorno amo

o come un antiquario che accumula vecchi vestiti

senza tirar fuori gli oggetti dalle tasche

perché davanti non c’è più il bambino che fa moine

e scimmiotta i nostri tic

Al ritorno

di certo domanderemo dei parenti morti,

dei nuovi cugini

fra tanto disgusto e annunciate assenze.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da La fretta dell’istante 2015

Traduzione di Alessio Brandolini

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: