Canto General

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[….]

XI

Attraverso il confuso splendore,

attraverso la notte di pietra, lascia ch’io affondi la mano,

e lascia che in me palpiti, come uccello da mille anni prigioniero,

il vecchio cuore del dimenticato!

Lasciami scordare oggi questa felicità più grande del mare,

poiché l’uomo è più grande del mare e delle sue isole,

e bisogna calare in lui come in un pozzo per risalire dal fondo

con un mazzo d’acque segrete e verità sommerse.

Lasciami scordare, vasta pietra, la poderosa proporzione,

la misura trascendente, le pietre dell’aria,

e della squadra, lasciami oggi sfiorare

con la mano l’ipotenusa di crudo sangue e cilicio.

[…]

Pablo Neruda

Parral, Cile 12 7 1904 – Santiago del Cile 23 9 1973

da “Alturas de Macchu Picchu” in “Canto General”

traduzione di Dario Puccini

 

I versi sono un frammento di  Alturas de Macchu Picchu, la seconda sezione del “Canto General”,  poema epico moderno che traccia la storia del continente latinoamericano fin dal periodo precolombiano. Un imponente affresco di luoghi, paesaggi, eventi e  personaggi, soprattutto gli offesi e dimenticati. 

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