…il sapore di un frutto, il ritmo di un esametro, l’odore di una biblioteca, la levigatezza dell’unghia limata…

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Quando ci annichilisce la sfortuna,
in un momento ci salvano
le minime avventure
dell’attenzione o della memoria:
il sapore di un frutto, il sapore dell’acqua,
quel volto che un sogno ci riporta,
i primi gelsomini di novembre,
l’anelito infinito della bussola,
un libro che credevamo smarrito,
il ritmo di un esametro,
la piccola chiave che ci apre una casa,
l’odore di una biblioteca o del sandalo,
il nome antico di una strada,
i colori di una mappa,
una etimologia imprevista,
la levigatezza dell’unghia limata,
la data che cercavamo,
contare i dodici rintocchi oscuri,
un brusco dolore fisico.
Sono otto milioni le divinità dello Shinto
che viaggiano per la terra, segrete.
Queste semplici divinità ci toccano,
ci toccano e ci lasciano.

 

Jorge Luis Borges

da “La cifra” in I Meridiani di Borges  tomo II

traduzione di Domenico Porzio

 

 

….piccole cose, spesso preziose, se ciò che ci accade ci sembra insopportabile. A.S.

 

 

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