io ti canto…

viaxe-131
LIX
io ti canto
per le tue tenerezze senza pudore
per i  ” vaffanculo”  che mi getti addosso
io ingiusto come un dio e come un dio capriccioso
della stessa ingiustizia del padre
cacciatore e preda
superbo nel suo regno
fatto di venti nobili
venti di brughiera che soffiano
su terreni non facili
tutti ancora da costruire
dove il sangue ti schiuma tra l’inguine e i garetti
come i temporali di luglio
o la neve signora delle alte vette
convinto che c’è un attimo
un attimo soltanto tra le 4 e le 4 ed un minuto
che il mondo si rifonda ogni mattina
riprende le sue ragioni a malavoglia
le geometrie antiche della materia e della specie
prima che gli uccelli si posino sui fili elettrici della luce
prima che io ti riconosca
all’angolo di una strada qualsiasi
di una città qualsiasi
dove sette stazioni ci stanno tutte
e sette omicidi al chiaro di luna
e sette false partenze
e sette addii
e sette minotauri
un poco alticci un po’ feroci
io ti canto
per vedere le cose che tu vedi
e frequentare i venti che frequenti
e leggere i sogni che non sai leggere
e poi andarci una volta e per sempre
sull’altra faccia della luna
senza chiederci più  “perché come”
per sapere, insomma,
che cazzo siamo
dopo cinquantanni che ce lo chiediamo.

Emilio Piccolo, Acerra 13 5 1951 – 23 7 2012

da “Les arrangements”

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