… e Ilaria, solo Ilaria…

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…  e Ilaria, solo Ilaria…

Dentro nel claustrale transetto

come dentro un acquario, son di marmo

rassegnato le palpebre, il petto

dove giunge le mani in una calma

lontananza. Lì c’è l’aurora

e la sera italiana, la sua grama

nascita, la sua morte incolore.

Sonno, i secoli vuoti: nessuno

scalpello potrà scalzare la mole

tenue di queste palpebre.

Jacopo con Ilaria scolpì l’Italia

perduta nella morte, quando

la sua età fu più pura e necessaria.

 

Pier Paolo Pasolini  

da “Appennino” in  “Le ceneri di Gramsci”, 1957 

 

L’incapacità  ad accettare la più umana e incontrovertibile realtà che ci riguarda e cioè la morte che colpisce una persona giovane e bella, fu certamente fonte di ispirazione per lo scultore del 400 Jacopo Della Quercia. E’ suo il monumento funebre in marmo della povera Ilaria, che morì di parto a soli 25 anni.

Nei versi di Pasolini, invece, l’immagine impietrita della bella lucchese rappresenta l’Italia popolare, quella semplice e povera sempre rimpianta dal poeta friulano.

 

 

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