post scriptum

vintage_letters

 

 

E non ti ho parlato ancora del

deterioramento della posta in questa oscura provincia

dell’impero.

L’impiegato grugnisce unicamente

sdraiato contro un calendario dell’anno precedente

(uno sfondo eccessivo di fiori, vacche e montagne)

ma adesso si è innamorato delle destinazioni delle mie lettere,

sorride – qualche volta –

e posso scommettere che pensa a me

quando attraversa i ponti diretto al suo cuscino.

Ci si può impadronire dei sogni degli altri

per non morire, si può accettare la vita come una

rappresentazione del desiderio.

Così senza turbolenze, invento false

lettere da scrivere –

esotici mittenti nel mattino che trema –

e quell’uomo e io

torniamo a essere porosi, invincibili,

per un momento.

 

 

Paulina Vinderman, Buenos Aires 1944

da “Escalera de incendio”

traduzione di Emilio Coco

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