….e si deve avere il gelo nel cuore per sentire il nulla che è.

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Si deve avere una mente invernale
per considerare il gelo e i rami
dei pini incrostati di neve

e avere sentito tanto freddo
per scorgere i ginepri irti di ghiaccio,
gli scabri abeti nel brillìo distante

del sole di gennaio; e non pensare
a un tormento nel suono del vento,
nel suono di poche foglie,

che è il suono della terra
intriso dal medesimo vento
che soffia nello stesso spazio spoglio

per chi in ascolto, ascolta nella neve,
e, lui stesso un nulla, osserva
niente che non sia lì e il niente che è.

 

Wallace Stevens
(Reading, 2 ottobre 1879 – Hartford, 2 agosto 1955)

“L’uomo di neve”

traduzione di Nadia Fusini

 

Le fasi della vita dell’uomo, declinate come stagioni atmosferiche in cui  ciascun paesaggio corrisponde a uno stato d’animo. In questa poesia, lo spirito dell’inverno che è  il vuoto desolante di un paesaggio, coincide  con  il vuoto di senso che prova il poeta.

 

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