Ex voto

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Scrivi, di ciò che nessuno crederà.

Come se niente fosse, scrivi

dei fantasmi,  l’ esistenza dei quali

neanche tu crederesti, ma, comunque…

 

Scrivi, di ciò che nessuno ti perdonerà.

Non lì,  sotto, sul foglio scrivi,

che sei tu la patria per te stesso, 

che è limpido  il tuo cuore.

 

Scrivi, ciò di cui sarai preso in giro.

Non attendere l’ispirazione, scrivi con audacia

di  quotidiane umiliazioni ingiuste 

e della tua  fede sconsacrata scrivi.

 

Cos’altro ancora? Scrivi dell’amore

e dì che hai penetrato  il segreto –

che le poesie si scrivono prima di innamorarsi

e si leggono dopo.

 

Zviad Ratiani, Tbilisi  (Georgia) 1971 

in “Vite e tralci”

traduzione dall’inglese  di Chiara Adezati

 

Ratiani appartiene alla generazione degli anni 90 nella lunga storia letteraria della Georgia, stato transcaucasico che si affaccia sul mar Nero.   Autore di cinque libri di poesia tradotti in undici lingue,  ha lui stesso tradotto in georgiano T.S.Eliot , Paul Celan  e Mark Strand. Ha vinto numerosi premi letterari.

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