Poesie inattese

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Poesie inattese. Crudeli

a guardarle come mari.  Al tocco di una mano

bisognosa tremanti

come un pesce dalle branchie spalancate.

Poesie che rammentano. Che si fingono

sognatrici, si atteggiano come maschere, a una brezza lieve

si scuotono nuovamente, la loro dolcezza è come giorni lontani

sentendo il loro nome d’un tratto si contorcono,

tirano su una mano per difendersi il viso

come se un colpo calasse su di loro

come una mano di anni lontani.

 

Natan Zach, poeta israeliano nato a Berlino nel 1930

da “Sento cadere qualcosa” in Poesie scelte 1960 – 2008

Traduzione di Ariel Rathaus

 

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