..incommensurabilmente sola.

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Davanti a questo mare acceso di malve crepuscolari

io e la tua diserzione.

Parliamo?

 

Lontano

sibillina vacuità della morte

bosco imperscrutabile

nebbia spessa dell’arcano.

 

Dove la tua voce smorzò il suo messaggio?

Ah, mio caro,

a che distanza si spezza il legame tra i vivi e morti?

E quando arriva la famosa forza d’animo?

La frivolezza del riso, la banalità dell’abbandono?

La nuova abitudine di non nominarti, non chiamarti,

non comporre il tuo numero di telefono?

 

Io e questa finestra davanti alla sera triste di malve

nello sforzo solitario di continuare a parlare con te

di questo mondo senza mai menzionare l’altro.

Interstizio tra il mio fiato e la tua assenza

incommensurabilmente sola.

 

 

Carmen Yanez, Santiago del Cile 1952

da “Latitudine dei sogni”

traduzione Roberta Bovaia

 

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