Musica per un desiderio

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Lancio monete nelle città e nelle sue fontane

ed esprimo desideri al passaggio di stelle cadenti.

La signora che mi lesse la mano disse

che sarei vissuto a lungo.

Cosa direbbe ora dopo che le mie mani hanno visitato il tuo corpo

e hanno conosciuto l’esilio e il naufragio?

L’irreversibile solitudine del nostro mondo

scagliata sulla ferita non è il sogno

è l’imminenza di un tempo silente

sono le voci bruciate degli uomini

il battito che afferma

la vita che in loro ha alloggiato.

Qual è il tempo e la sorte di queste parole?

Qual è il sesamo o l’abracadabra che a noi accorre?

C’ è splendore e stanchezza

in questo canto che profetizza

mentre facciamo l’inventario

delle cancellature, emendamenti e correzioni

di ogni istante sbagliato della vita.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da “I mestieri della vita”  in “Le urgenze dell’istante”

Traduzione di Alessio Brandolini

 

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