A cchiù bella

Tu si ‘a cchiù bella cosa
ca tene stu paese,
tu si comm’ a na rosa,
rosa… rosa maggese.
Sti ccarne profumate
me metteno int’ ‘o core
comme fosse l’essenza,
l’essenza ‘e chist’ammore.

Antonio De Curtis Totò

Questa poesia di Totò fu musicata dall’indimenticabile Giuni Russo. Lei ne fece un pezzo struggente, delicato e  toccante.

Subito mi è venuta in mente,  quando ho pensato che oggi si festeggia Santa Rosa e Rosa era il nome della mia nonna materna.  Lei era una creatura dolcissima e infelice, tormentata tutta la vita da quel male oscuro che spegne dentro ogni voglia di vivere. Conobbe l’orrore di terapie disumane come l’elettroshock, l’isolamento e altro….eppure di lei, oltre a due camicie da notte di lino  d’altri tempi, ricamate a mano e che indosso in estate,  mi è rimasta la tenerezza delle sue mani sui miei capelli e il  sorriso appena accennato, ogni volta che mi guardava.

 

(La canzone inizia dal minuto 0.50)


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