ti guardavo quel giorno…

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XIX
ti guardavo quel giorno
come solo sanno guardare i manolesta
e chi canta nei pomeriggi di provincia
quando in sottana di cotonina
le donne fendono penombre e desideri
ed ora io dovrei ricordarti
come se fossi un poeta andaluso
con il gilé di raso
negli assolo e nelle scale ad otto corde
nei flamenchi importati sotto lune italiane
seduto fra gli aoristi immobili
ed equazioni gettate qui e là a caso
per dimostrarti che le mani di dio sono maldestre
e si sceglie quando si sceglie
senza avere una sola idea in testa
per cantate pari e dispari
tra un verso rubato ad omero o all’amico complice
o che anche i poeti sanno i congiuntivi
conoscono boschi e gilé di raso
canti che in gola sanno di polvere e di insetticida
come i garofani screziati della nonna
al tempo che l’italia aveva balconi
e calzoni troppo stretti
e scarpe di coppale
da andarci la domenica sul corso
tanto per guardarti
per esistere

 

Emilio Piccolo, Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Les arrangements”

 


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