Io aspetto….

 

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[…] Io aspetto 

che mi giungano premonizioni 

d’immortalità

ricordando la mia prima infanzia

e aspetto

che le verdi mattine ritornino

che gli stolti prati verdi della giovinezza ritornino

e aspetto

che un pizzico di arte non premeditata

smuova la mia macchina da scrivere

e aspetto di scrivere

la somma poesia indelebile

e aspetto

l’ultima protratta estasi spontanea

e aspetto in perpetuo

che gli amanti in fuga sull’Urna Greca

si raggiungano alla fine

e si abbraccino

e aspetto

in perpetuo e per sempre

un rinascimento dello stupore.

 

Lawrence Ferlinghetti,  New York 24 marzo 1919

da “A Coney Island of mind” 

traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan

 

E’ l’ultima parte di una di sette poesie, concepite come letture sperimentali con accompagnamento jazz. Furono incise  in un reading con il Jazz Quintet di San Francisco alla fine degli anni 50, inizio 60.

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