Mia nonna

non

 

Non ho mai saputo se anche lei dormisse 
o se, invece, aspettasse l’alba 
ascoltando la tosse liscia degli uccelli, circondata 
dai suoi mobili, cuscini con merletti, figure 
di porcellana, tutte così vecchie che ormai non 
somigliavano a se stesse. Una casa come 
uno spazio vuoto nella memoria. E in mezzo, 
lei, forse addormentata, o forse no, con un impasto 
di radici nel petto, sotto il seno cadente, 
le mani nodose che tastano nell’oscurità, 
in cerca del chiodo dal quale dondola 
quello che ogni notte sogniamo.

 

Adalber Salas Hernández, Caracas 1987

da “Salvacondotto”

traduzione di Alessio Brandolini

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