La follia è la sorella infelice della poesia

dandelion 062

 

Vorrei rimanere nel tempo

agave incolta

avvinghiata a questa terra.

 

Le anime ritorte degli ulivi al vento

schiudono a raggiera

in polverose carezze

ritagli di cielo e di astri.

 

E stesa su questo prato d’agosto

vorrei essere gioia di vivere.

 

S’incendia il bosco

di aghi secchi,

di finestre solari,

e dalle grate arboree degli ulivi

filtra una tenera luce

che accende le pietre

come schegge di ghiaccio

contro il cielo.

E ritorna il sapore della vita…..

 

I versi sono di Margherita. Lo psichiatra Eugenio Borgna li riporta nel suo saggio “La follia che è  anche in noi” dove racconta la storia di questa sua paziente, che  non è  soltanto una donna  malata: prima di ogni cosa è una donna  capace di comporre poesie di una straziante bellezza che ne indicano la sensibilità  e la ricchezza umana.  (Annamaria S.)

 

 

 

 

 


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