La casa della vita

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Il mio cuore è una vecchia casa.

Ha un giardino e nel giardino un pozzo

e gallerie di edera e foglie morte.

È la casa a cui tirano pietre

i bambini quando tornano da scuola,

dopo aver rubato dal suo frutteto

il misero bottino  di qualche mela aspra.

Sul suo tetto ci sono nidi di uccelli che cantano

e di notte una truppa di topi immondi.

Il glicine ha ricoperto i vecchi archi

e un cancello di lance

e  una terrazza alta dove arriva

la chioma di un melograno con melograni

una colombaia e alcune stalle in rovina.

Un pezzo di strada e in lontananza

la lucentezza del mondo.

È fuori città e la sua architettura

è indiana, lo sai:

tutto un po’ in disordine, però è bianca,

è grande, è vecchia, è solitaria.

 

 

Andrés  Trapiello,

 Manzaneda de Torío (Spagna) 10  6  1953

da “El mismo libro”

da me liberamente tradotta


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