Lingue

 

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Nella foto di un suo reading, l’immenso Allen Ginsberg

 

Eliot ha detto che possiamo commuoverci

sentendo recitare una poesia in una lingua di cui

non capiamo neanche una sola parola.

Per questo sono andato, per vedere

che effetto mi facesse.

E quel poeta che,

fermo davanti a un leggìo e un po’ spettinato,

probabilmente non sapeva che io ero uno straniero,

aveva scelto me.

L’uomo recitava guardandomi negli occhi.

Io volevo, e in realtà desideravo,

giustificare il mio tempo sentendo recitare quei suoni, commuovermi.

Dopo ogni verso egli mi osservava

facendo di me un suo alleato, chiedendomi l’ appoggio

che solo uno sguardo che non capisce può dare

mentre il mondo trema nello spazio

e due persone pensano.

 

 

Jorge Fondebrider, Buenos Aires 1956

da “Antologia della poesia latinoamericana di oggi” vol 3

traduzione di Emilio Coco

 

 

 


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