Archivio dell'autore: Annamaria Sessa

Uscita d’emergenza

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Si esce dall’amore come dal cinema

talvolta di corsa

e svelto a ripetere immagini o memorabili colonne sonore

e giusto sul punto di prendere un bus o un caffé

che cancelli quell’ultima scena rimasta impressa nella retina.

Talvolta si esce prima della fine,

sconcertati o a disagio sempre coi biglietti strappati.

 

Talvolta si esce dall’amore come da un treno o un aereo,

di corsa e silenziosi, pieni di pacchetti e di inutili commissioni

diretti ad aspettare bagagli dai soliti colori

e inseguendo un taxi o un volto familiare che ci accolga

o un agente che ci rintracci tra la folla

con un cartello con su scritto, a tratti frettolosi, il nostro nome.

 

Così anch’io esco dalla poesia

senza parole e con il cuore inaridito

pieno di anniversari segreti e tesori smarriti

abbozzi di qualche perdita, rauche voci ed episodi incompiuti.

 

Per questo l’amore è come il mondo, il cinema, il treno, l’aereo o la poesia:

si esce allo stesso modo e dalla stessa porta

coi biglietti strappati

inciampando in bagagli e pigri viaggiatori

e guardandosi indietro tra fretta e urgenza.

 

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974

da “Affari domestici”  in “Le urgenze dell’istante”

Traduzione di Alessio Brandolini


Estate, lunga una parola…

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Estate, lunga una parola:
il vento rivolta il fieno sul colle
e il sole beve al fiume
con calda lingua
Giardini di ciliegi tu doni al giorno
lungo una parola fiorita
e chiami paradiso la breve
notte, per un tratto
il cucù ti suggerisce alto
il suo nome
e tu lo pigli in parola
e lo battezzi nella sua lingua
perfetta estate:
le tue parole
trasportano fieno, e il giorno
è giovane o vecchio
perché tu l’hai chiamato fugace.

 

Christoph Meckel, Friburgo 12 6 1935

traduzione di Gio Batta Bucciol

 


….l’ostinazione della poesia

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rivendico il diritto di essere gentile

la commozione della tenerezza
la capriola sublime della bellezza
l’acrobazia difficile della semplicità
la magica centrifuga tritabanalità.

rivendico il diritto a esistere col cuore
quello di offrire parole d’amore
l’ostinazione della poesia
il mal di pancia della nostalgia

lieve la danza della naturalezza
il salto mortale dell’interezza.

 

Laura Ricci

da “La strega poeta”, 2008


…cerco una poesia

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Stai pensando, cerco  una poesia
un fatto di pensiero che si trovi annodato
al mondo, in una visione
ancora indistinta; l’interlocutore
annuisce con un cenno del capo

– un pensiero non arriva da solo
cerca labbra
dei libri invaghiti delle strade 
sempre riprese da consonanti
melanconiche lasciate al loro stesso oblio
nell’ora cardinale del tuo grido
– canto
            che si avvia

e senza una lacrima
il sangue fluisce.

 

Paul Bélanger, Quebec 1953

da “Origine des méridiens”

traduzione di Viviane Ciampi

 

La lettura della poesia è per me una consuetudine quotidiana. La mia è una ricerca e un’attesa.  Ogni volta mi aspetto di trovare tra quei “viali di parole” un senso a quello che non capisco del mondo, della vita, dell’uomo, di me stessa. Nell’attimo in cui anche un solo verso riesce a diradare l’opacità delle cose, davvero, “…. senza una lacrima il sangue fluisce” e sento, improvvisa, tutta la benevolenza della vita.

Annamaria S.


…vicino a questo mare che continua

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Le ore passate a guardare
la perfezione dell’acqua del mare,
si scivola lungo l’infinità del sentiero
dei sogni e delle veglie
per giungere all’azzurro degli scogli
leggeri a corrodersi al vento animato dalla salsedine,
osservi le ombre tese degli alberi
giungere alla dissoluzione
del tempo serale con un raggio di sole
aranciato che grida vita vegetale
da trasformarsi per noi in liquida
armonia di pensieri che si riproducono
esatti e stampati da una mente con il materiale
degli anni attraversati come foreste dense di senso.
Il presagio di un pomeriggio passato
con l’acquario di pesci
corallini nella camera con le loro tinte
si fa naufragio in questo mistico mattino di lavoro,
si attendono le onde taglienti delle idee
nelle pareti della mente,
una nuova vita oltre la città e la campagna,
un respiro ad angolo con un frammento di tempo,
simile ad un residuo di mosaico parietale
su un rudere vicino
a questo mare che continua.

 

Raffaele Piazza , Napoli 1963

da “Del sognato”


“…le cose passano, come le onde, e non finiscono mai” Emilio Piccolo

 

Analogie.  C‘è un verso di Claudine Bertrand che dice “…le cose cadono e poi rinascono”


……un vento propizio, uno a caso

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[….] custodiva dei silenzi e anche le cose che

non aveva detto per caso. Custodiva ora

anche questi per caso, bianchi messaggi tra le parole

che le avanzavano nei cassetti. E tuttavia avrebbe custodito

per sempre queste parole, o l’immagine di labbra nel

dirle – un volto ancora non triste che ricordava l’estate.

 

Avrebbe atteso questa estate, l’odore caldo delle fragole

sulla punta delle dita. E l’avrebbe soprattutto custodito,

come custodiva ora, senza mai averlo udito, il suono

delle spighe, nella pianura, al passare del vento.

 

Ma solo ora poteva attendere il passaggio del tempo

senza parole; o un vento propizio, uno a caso

che tutto giustificasse. E nel silenzio nel quale andava rifugiandosi

cercava solo un posto più sereno per le memorie.

 

 

Maria do Rosário Pedreira.  Lisbona  1959

da “La casa e l’odore dei libri”.

traduzione Mirella Abriani

 


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