Archivio dell'autore: Annamaria Sessa

Eternità

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L’eternità dura circa tre anni

dai diciassette ai venti circa.

 

Jorge Reichmann

Madrid 24 3 1962

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Poesie senza nome

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XVII

C’è qualcosa di molto sottile e molto profondo nel voltarsi a

guardare la strada percorsa … La strada dove, senza lasciare

traccia, si è lasciata la vita intera.

 

Dulce María Loynaz

L’Avana, 10  12  1902 – L’Avana, 27  4  1997

da “Poemas sin nombre”

trduzione mia

 

 

 

 


Cadute

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E cado di nuovo da me stesso

nel vuoto

 nel nulla.

Che piroetta!

Discesa o volo?

Non lo so.

Incasso il colpo e mi siedo.

Mi tocco per vedere se c’è stato un gran danno,

ma non mi trovo.

Dov’è il mio corpo?

Mi duole solo l’anima.

Niente di grave.

 

Ángel González, Oviedo 6 9 1925 / Madrid 12 1 2008

traduzione mia


E così, visto che non so che fine hanno fatto i miei sogni…..

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E così, visto che non so che fine hanno fatto i miei sogni,

faccio bene a starmene qui, accanto alla tenda,

ad osservare quelli che passano. C’è un cane, a farmi compagnia.

Lo lasciano solo tutto il giorno,

legato al palo. Anche lui non ha nulla da fare.

Abbaia, si lamenta, più spesso s’accuccia e chiude gli occhi.

Il resto è affar suo. Mi chiedo se sia mai disorientato.

Se sente che in questa vita ci sta rimettendo qualcosa.

Ma lui sarà contento quando torneranno

e lo porteranno a spasso.

Farà festa e muoverà la coda.

Sono felice per lui, e per me:

i suoi escrementi nel sentiero sono la prova

che si può vivere anche

così.

 

Emilio Piccolo, Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012


Lettera

 

 

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Mia cara amica,

Io ho le foglie dell’autunno. Tu hai l’azzurro del mare.

 Io ho le strade larghe e terrificanti del mondo. Tu

hai le stradine distrutte della nostra isola di lacrime.

Io ho la paura di un agnello in un covo di lupi.

Tu hai il coraggio di un guerriero samurai.

 Io ho argento e acciaio; ho una casa troppo grande per

me e un calendario in cui sono segnati i giorni in cui sarò via;

ho domani e domani; ho tutto.

Tu hai lo sguardo dei tuoi occhi…

 

 

Ruth Behar,  Avana   12 11 1956

da “Todo lo que guardé”

traduzione mia


perchè solo le rovine….

 

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Affonda 
la casa.
Lavora notte e giorno
a distruggerla
perché notte e giorno avevi lavorato
per nasconderti in essa.
Distrugge fino a che nulla
tra le macerie
tu possa riconoscere.
Condividi le intemperie
con altre bestie.
Abituati al freddo.
A quella lucentezza
mortale
delle stelle
all’occhio indecifrabile
che avevi dimenticato.

Perché solo le rovine
– lo sapevi 
un tempo
perché nella tua distrazione 
l’avevi dimenticato –

perché solo le rovine
possono

in verità
essere abitate.

 

 

 

 Ada Salas , Cáceres (Spagna)  1965

da “Esto no es el silencio”

traduzione Raffaella Marzano


Tornare a casa

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Tornare a casa, all’abitudine

di un piatto messo in tempo sulla tavola
degli odori caldi d’inverno che invadono la cucina
di un letto che custodisce l’impronta del mio corpo nelle lenzuola stese
di una poltrona che dondola l’assenza delle mie mani

quando sistemo la vita tra le mie ossa
architettura fatta di fango ed erba fresca.
Tornare a casa dopo ore di volo su un oceano di distanze non misurate
di aver percorso marciapiedi, di aver guardato vetrine
di una salmastra brezza appiccicata alle ciglia
una voce si ripete nel saluto nel richiamo
caldo tono di rimpianto e di stupore
musica tessuta a mano, giorno dopo giorno
e un corpo di pane inumidito nel ricordo.

 

Luisa Fernanda Trujillo,  Amaya (Bogotà, 1960)

traduzione  di Emilio Coco


Propositi e/o desideri per il nuovo anno

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Voglio essere un’altra:

quella che ero

quando  da bambina

guardavo il cielo.

 

A.S.


per il resto….

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per il resto, dicembre non è il mese dei ripensamenti

e la libertà è un lusso che ti fotte

ma il mio cuore è solo un muscolo

e non possiede né tatto né sapienza

non sa che farsene di odori e di sapori

si limita a riciclare un sangue che è sempre lo stesso….

 

Emilio Piccolo, Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012


Come una parentesi

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e parlando della vita non c’è motivo di temere i fantasmi.

Ogni  avversità ha la sua  speranza e il suo segreto.

A volte i sogni vengono da noi in una  tazza di caffè denso,

fumante, col suono sordo del legno.

Lo so dopo aver camminato tra disordinati inverni ……

 

 

André Cruchaga,  Nueva Conception (El Salvador) 1957

traduzione mia


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