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Sentire

 

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Non aver capito niente

ma niente 

del destino.

 

E tuttavia sentirlo

uguale al verde

diritto e furioso

del bambù 

sotto la pioggia.

 

Valeria Pariso,  Buenos Aires 1970

traduzione mia

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La poesia è una sorta di riassunto, più veritiero forse che la narrativa stessa. Rifiuta il fantasioso, il fuori dalla realtà. Amelia Rosselli

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La poesia è la vita vera,

verità che può essere vissuta

nella tranquillità del villaggio

o nel trambusto dei bar,

nella solitudine dei boschi del sud

o delle domeniche solitarie in città

guardando gli ultimi riflessi del sole nei vetri.

 

Jorge Teillier

Lautaro 24 6 1935 -Viña del Mar 22 4 1996

traduzione mia

 


Del diritto di insorgere

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Del diritto di insorgere tu ti avvarrai 
qualunque cosa avvenga
Del dovere di distinguere 
svelare 
strappare 
ogni aspetto dell’abiezione 
ti farai carico
a viso aperto 
Di un seme di luce 
dispensata alla tua specie 
caduto nelle tue viscere 
ti farai custode e vestale 
A queste condizioni preliminari meriterai il tuo vero nome 
uomo di parola 
o poeta se si vuole.

 

Abdellatif Laâbi,  Fès (Marocco) 1942

da “Le spalle e il carico” (VIII)

traduzione di Giancarlo Cavallo

Qui la biografia di Abdellatif Laâbi

 

 

 

 


Quando gli anni passano 

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Quando gli anni passano 
ancora più in fretta 
e queste sere infiammate dai tuoi versi
si placano con incantesimi e sogni di gloria, 
quanto inutile sarà rimpiangere

tanto effimero impegno di grandezza, 
tanta fatica per marcare, 
a colpi di vita, 
l’impronta indelebile di una poesia, 
allora, e lo sai bene,
la sua orma e la tua vita 
sarà diventato a quel punto

qualcosa a malapena leggibile: 
come quei lievi segni 
lasciati sulle lavagne

dopo che sono state cancellate

tutte le lettere

dalla  sua nera superficie.

 

 

Herme G. Donis

Villalón de Campos (Valladolid)  1951

da”Mentre il tempo passa”

traduzione mia

 


Se morisse l’alfabeto…

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Se morisse l’alfabeto
tutte le cose
sarebbero morte
Le parole
sono ali.
La vita intera
dipende
da quattro lettere …

 

 

Federico García Lorca

Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 18 agosto 1936

da “Poesie. Libro de poemas – Suites”

traduzione di Claudio Rendina

 


Sesamo

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Il riflesso

è il reale.

Il fiume

e il cielo

sono porte che ci guidano

all’Eterno

col canale delle rane

o col canale delle stelle.

 

Il nostro amore se ne andrà cantando

il mattino del gran volo.

 

Il reale

è il riflesso.

Non c’è che un solo cuore

e un solo vento.

Non piangere! Fa lo stesso

stare vicino

o lontano.

La natura è

l’eterno Narciso.

 

 

Federico García Lorca

Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 18 agosto 1936

da “Poesie. Libro de poemas – Suites”

traduzione di Claudio Rendina

 

 


Le ore fugaci

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…Le ore fugaci porteranno
silenziosamente via ciò che amiamo:
il paradiso, l’inferno
che la vita ci  concede.
Proprietà effimere
vissute come eterne,
difese con i denti nel
corso degli anni. Cose
che finiranno nel nulla.
E persino le metafore
che alcune notti
ci hanno fatto credere
che avremmo composto
i versi più belli
che ogni mortale sentirà, finiranno
per rimanere nascosti
nelle cartelle scolorite
che oggi conserviamo con tanto zelo….

 

Herme G. Donis,  Villalón de Campos (Valladolid) 1951

traduzione mia

 

 


Luce

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Gli spigoli degli oggetti brillano
come sempre prima del crepuscolo.
È dicembre e la sua luce cruda
si sta lentamente ritirando dalla stanza
senza rammarico.
In lontananza i due enormi fari
che attraversano il bosco ancora innevato
mi fanno pensare a un cocciuto treno siberiano
che ha smarrito la rotta.
 
Vivida o contratta, persistente o misurata,
è sempre a lei che torno. Il simbolo della vita:
non riesco a pensare ad altro.

 

Tiziano Broggiato , Vicenza 1953


“..quando un uomo muore, muore  con lui la sua prima neve, il primo bacio e la prima battaglia…” con lui muore il suo mondo.

Una poesia di Evgenij Evtušenko che dedico a Prince Jerry 25 anni, sotto un treno per un asilo negato. Sensibile, colto, una laurea in chimica e il sogno di un futuro migliore. Ma la sua vita, per l’intolleranza e l’indifferenza dei nostri tempi, valeva meno di niente.

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Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come le storie dei pianeti.

Ognuno ha la sua particolarità
e non ha un pianeta che gli sia simile.

E se uno viveva inosservato 
e amava questa sua insignificanza,

proprio per la sua insignificanza 
egli era interessante tra gli uomini.

Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c’è l’attimo felice.

C’è in quel mondo l’ora più terribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.

Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,

e il primo bacio e la prima battaglia…
Tutto questo egli porta con sé.Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.

Certo, molto è destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.

È la legge d’un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.

Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro?

Che sappiamo dei fratelli nostri, degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?

E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.

Gli uomini se ne vanno… e non tornano più.
Non risorgono i loro mondi segreti.

E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.

 

 

Evgenij  Evtušenko

Zima(Russia) 18 luglio 1932 – USA 1 aprile 2017

 

 


….e a guardare di nuovo e ancora lontano.

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 Ci sono persone che sono forti 

perché non hanno altra scelta
che esserlo
e ti guardano stupita, ti sorridono
timidi e grati
se gli tendi una mano, un attimo solo
il tempo di una carezza o di una folata di vento

gli guardi le spalle, mentre se ne vanno
e pensi che ce la faranno anche stavolta

a resistere
a piangere di nascosto, quando non piangerà più nessuno
a prendere di nuovo sonno una sera e non una notte all’alba

e a guardare
di nuovo e ancora
lontano.

 

Patrizia Fortunati


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