Archivi categoria: tutti gli articoli

Il destino di Saffo

PU3Qqdi

Non conosco la strada, 
quanta luce  mi abbia concesso la bellissima terra. 
Forse i miei giorni
diventeranno
la bellezza vinta di questo corpo 
e il ricordo sospeso nel piacere incandescente 
delle ombre.

Non conosco il ritorno. 
Inutile ricordare quello che ero, 
dov’ero, 
le donne che amavo, gli uomini 
per i quali la pazzia mi baciava ogni notte, 
io ero una statua bruciante 
del mio stesso desiderio, 
presenza del suo tocco sui miei fianchi.

Nessuno mi parli quando 
lascerò la costa alle spalle. 
Nessuno pianga il  vuoto lasciato 
dove io ero la bella passione della tristezza.

Nient’altro potrei sentire 
io sono Saffo, dai capelli scuri come la notte 
e dalla carnagione cenere come la memoria. 
Nient’altro potrei sentire. 
Sono la bandita lesbo mentre  abbandona il suo amore, 
il suo tardivo e dolce amore, 
nella grazia che l’ha fatta donna e  rovina 
abitata nel petto felice di quelli che amò  
e non la riconoscono.

 

Marta López Vilar, Madrid  1 – 2 – 1978

 da “La palabra esperada” in”En otra tierra”

traduzione mia

 

Annunci

ESERCIZI

tumblr_ok4qq6l6J51sr14ndo1_1280

Se ci sono traiettorie per
uno sguardo
le mie puntano al cielo.
Fiduciose parabole
ricadono al suolo
e si allontanano
rimbalzando incontrollabili
verso gli altri.
Il volo non lo si impara
ma mi esercito ogni giorno
a cadere.

 

Elena Gerasi , Trujillo (Perù)  27 2 1983 
Inedito, dal sito Fili d’aquilone


Alla finestra

17 luglio 1909, nasce lui

download

Nel largo delle nuvole e del mare
lo scalpito arioso d’un cavallo,
il bambino rigira la pianola
obliato negli occhi come gli angeli.

Morire è una stagione, un’aria, un cielo.

 

Alfonso Gatto

Salerno 17  7  1909  –  Orbetello  8  3  1976

da “Tutte le poesie” a cura di Silvio Ramat

 


La ragazza del semaforo

tumblr_ok90y0Kljx1sr14ndo1_500

 

Hai la  stessa età che avevo io
quando ho cominciato a sognare di incontrarti
Allora non sapevo,  proprio come  non 
hai ancora imparato tu,  che arriva il giorno in 
cui l’amore è quest’arma carica
di solitudine e malinconia 
puntata dai   miei occhi. 
Sei la ragazza che ho cercato 
quando non esistevi ancora. 
E io l’uomo verso il quale 
vorrai  un giorno dirigere i tuoi passi. 
Ma sarò tanto lontano da te allora 
quanto sei tu da me ora a questo semaforo.

 

Joan Margarit 

Sanahuja, Spagna  11 5 1938

da “Llegas tarde a tu tiempo”

traduzione mia


passeggiare verso casa… rimettere un po’ in ordine il chiasso degli anni…

tumblr_orarybpXFY1rmbvoho1_540

Una vita tranquilla

Ho castigato tanto il corpo, l’anima,
che ho solo voglia di tornare,
staccato da tutto e da me stesso,
in quel luogo in cui le ore rendono,
fertili, e pensare trae beneficio
come un succo fresco di frutta sotto il sole.
Passeggiare, impregnato di odore di linfa, verso casa
– osservando il volo raso della foschia
e le luci dell’imbrunire.
E lì, vicino a casa, rimettere un po’ in ordine
il chiasso degli anni, i mobili della memoria.
Sentire il piovere lento della coscienza
immergermi nell’eco dei miei passi, disposto a vegliare,
se pur nascostamente, l’orologio degli addii.
Ho castigato tanto il corpo, l’anima,
che ho voglia di tornare in campagna
a vedere l’alba, ascoltare
l’acqua del disgelo rotolare giù per la montagna
riempirmi della pace dei sentieri, 
del canto di uccelli e insetti, 
della brezza che fa tremare le mani degli alberi, 
inciampare nei sassi nel contemplare le nuvole.
Sentire che, senza saperlo,
sono stato vivo per tanto tempo e ancora lo sono.

 

Angel Guinda, Saragozza  1948

traduzione di Gloria Bazzocchi


becchino di tutto ciò che vidi….

 

flores secas

….Son anni che ruoto intorno a me stesso,

ma non sono riuscito a trovare l’entrata

del tutto sconosciuta, strana e plurisignificante.

Appassiscono in fila le parole, ormai,

e io, becchino di tutto ciò che vidi, credo

che è proprio così: appassiscono pure le parole.

 

 

Rezo Getiashvili, Tblisi 14 4 1976

da “Becchino” in  “Vite e tralci, Antologia di poeti georgiani contemporanei”

traduzione di Nunu Geladze e M. Coraci

 

 


Sera in cui raccolgo questa poesia

 

 

10691917_292779300928069_310462147_n

 

L’onda violenta la roccia

l’impregna con la sua pena salata

l’avvolge tra le sue braccia ferite

bagna il suo desiderio.

Picchia,

bacia, il suo dorso ruvido,

e l’abbandona ogni volta.

Dall’acqua esce la sera

con gli occhi gravidi d’amore.

 

 

Carmen Yanez, Santiago del Cile 1952

da “Latitudine dei sogni”

traduzione di Roberta Bovaia.


Niente rimane uguale

 

chama

Treni che passano

(a mio fratello)

Tutto rimane ancora uguale
ora che la metà delle nostre vite è appena passata –
compriamo delle mele
al mercato vicino alla stazione dei treni,
un chilo di semi di grano perché nostro padre li semini,
tre germogli di petunia per nostra madre.
Un abbraccio di quindici minuti
qualche sabato passato insieme
su banchine diverse.
E mentre noi mescoliamo il nostro silenzio
sul fondo delle tazze di plastica del caffè,
le petunie fioriscono
grandi come le campane della chiesa del paese,
due volte per la mamma, tre per il papà,
i pennacchi del frumento si innalzano nel cielo,
dove una barca stanca
si sforza di far lacrimare
la catena delle nubi.

Quando mi abbracci
prima di salutarmi
nell’azzurro che svanisce
dei tuoi occhi io posso quasi leggere
che niente
a parte il nostro sangue
rimane ancora uguale.

 

Aksinia Mihailova, nata in Bulgaria 1963
Traduzione dall’inglese di Francesco Tomada

*****
Siamo fratelli, madri, padri, figli, per quanto ci è dato vivere. I legami di sangue sono gli stessi, mentre intorno a noi niente resta uguale.
C’è coscienza ma anche amarezza nel riconoscere che proprio questi mutamenti, la quotidianità, i suoi ritmi e le sue regole, governano questi legami.
Annamaria Sessa


…ci sono pezzi di vita che valgono interi sogni 

2018812185727_0.g2

 

Mutazioni poetiche

 

Nella mia famiglia non ci sono poeti.
 
Però mio nonno Gregorio,
quando annaffiava l’orto a Belinchón,
è rimasto così tanti pomeriggi
a osservare il canale, mormorando:
Non beviamo
l’acqua: è essa a berci.
L’acqua
è
la donna.
 
No, nella mia famiglia non ci sono poeti.
 
Ma una volta, da bambina, trovai dei gusci
di un uovo azzurro
ai piedi del mandorlo.
Li mostrai a mio padre e mio padre, silenzioso,
mi insegnò a costruirgli un nido
con i rametti; 
e mi spiegò perché: ci sono pezzi di vita
che valgono
interi sogni. 
 
Nella mia famiglia, vi dico, non ci sono poeti.
 
Ma quando la mia bisnonna
Asunción
vide per la prima volta il mare
– la prima e l’unica -,
mi dicono che restò molto seria, tacendo
a lungo, prima di dire:  
Grazie
per
gli occhi.
 
Non so da dove vengo. Nella mia famiglia
non ci sono poeti
cattivi.

 

Martha Asunción Alonso, Madrid 23 – 5- 1986

traduzione di Federica Imperato


L’età dell’oro

IMG_3348 - Copia

 

Non rimpiangere
d’aver perduto lo splendore giovanile,
le esplosioni della vita,
in cambio
di un orizzonte di cenere.
Nessuno può camminare
in mezzo a un bosco in fiamme,
ma attraverso il deserto, sì.

 

Angel Guinda, Saragozza  1948

traduzione di Gloria Bazzocchi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: