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Adolescente innumerevole….

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Come Penelope
tessi il filo colorato
cerchi qua e là
gitana adolescente
inventi l’oggi di un paradiso
nell’amore che ti impazientisce quotidianamente.

Senti il rumore della sera
e la notte
la notte oscura della tua anima
disordina i vocaboli
e amare è l’inizio dell’amarezza
incontro con l’arco della pena.

Adolescente volto
ti svegli
dici addio ad un amore
e a un altro dai il benvenuto
tessi nuovamente un altro arazzo
il sogno
l’incubo tra le ombre.
Tessi e tessi
Penelope sempiterna
ancora non sai che quando chiudi una porta
s’apre in silenzio una finestra
fioriscono i girasoli
c’è luce
oscurità
pena e amore
e l’estasi d’esser vivi
non comprendi che il passato è l’argilla del presente
e che il tempo è una collezione di farfalle.

Adolescente innumerevole
il tuo corpo si sveglia
guardi qua e là
indaghi nello specchio
ti sorprendi
indaghi
e ancora non sai che la vita
tira le somme nel tuo sguardo.

Cerchi
ed è lontano il giorno
in cui ti ritroverai da sola:
da sola con la vita.

Luz Mary Giraldo nasce a Ibagué, Colombia nel 1950


La jeune fille

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La jeune-fille ha progetti per il suo futuro
vuole che sia uguale a questi giorni
che le basta poco per dimenticare ogni dolore
e io penso che non sia giusto convincerla
che le cose spesso ci sfuggono di mano
oggi, per esempio, è vestita elegante
c’è il sole e lei che non ha mai letto Eliot
non sa che aprile è il più crudele dei mesi
la primavera è un suo diritto, perdio,
e non ha dubbi al proposito
non dubita neanche che prima o poi
incontrerà qualcuno per cui contare qualcosa
e le dica amore mio anche se le cose vanno male
poi magari non saprà cosa farsene
e resterà sola davanti alla felicità
dimenticherà quello che vorrà
e qualche volta si stupirà ricordando il volto
del primo ragazzo per cui non ha dormito
ora pensa che questo non accadrà mai
ma non è giusto convincerla
che nessuno amore e nessun dolore dura per sempre
e spesso si è felici o infelici senza che ce ne sia motivo.
Appoggia il volto sulla mano
e mi guarda scrivere una poesia che a cinquant’anni
è ciò che resta di uno che alla sua età
aveva progetti per il suo futuro.
Non voleva questo?, mi chiede.
Sì, era questo che volevo
solo questo.

Emilio Piccolo
(Acerra, 13/05/51 – Acerra 23/07/2012)


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