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Todos ustedes parecen felices…

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Voi tutti sembrate felici…
…e sorridete a volte quando parlate
e scambiate perfino parole d’amore.
Ma vi amate l’uno per l’altro,
odiandovi nella moltitudine.
Conservate tonnellate di nausea
per ogni millimetro di gioia
e sembrate – soltanto in apparenza – felici.
E parlate
con il fine di nascondere questa inevitabile amarezza,
e quante volte non ci riuscite,
come io stesso non posso occultarla per molto tempo;
questa straziante, sterile, lunga, cieca
devastazione che lentamente mi trascina verso l’ignoto.

Ángel González, Oviedo 6 9 1925 / Madrid 12 1 2008
traduzione di Luigi Maria Corsanico Nastasi

Amo molto questo poeta, Ángel González, qui in questo blog altre sue poesie. In una autobiografia di una ventina di anni fa, così parlava di se stesso “…. lo scenario ed il tempo che corrispondono alla mia vita mi fecero testimone, ancor prima che attore, di innumerevoli avvenimenti violenti. Rivoluzione, guerra civile, dittature…..Lungamente e prematuramente addestrato all’esercizio della pazienza e nell’attenta restaurazione delle illusioni sistematicamente calpestate, mi abituai molto presto a lamentarmi a bassa voce, a maledire dentro di me, e a parlare ambiguamente, poco e sempre di altre cose; cioè usando l’ironia, la metafora, la metonimia e la reticenza. Se ho finito per scrivere poesia è stato, prima di tutto, per approfittare delle modeste capacità apprese dal solo fatto di vivere. Ma io avrei preferito essere musicista – cantautore di boleri sentimentali – o forse pittore…”
La sua poesia, tra impegno civile e inquieta riflessione sulla vita e le cose del mondo, è stata definita in bilico tra pessimismo e scetticismo. E’ stato professore di letteratura nelle università americane, insignito di premi ed onorificenze importanti, ha scritto saggi e una decina di raccolte di poesia ma la sua opera non è stata mai tradotta in italiano. Io approfitto molto della pazienza di qualche collega e della cortesia immensa di Luigi Maria Corsanico Nastasi che, dal Cile, ha tradotto per me la poesia pubblicata.


Un altro

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Mi piacerebbe essere altrove,
meglio, in un’altra pelle,
e vedere se la vita là,
attraverso le finestre di altri occhi,
è così grottesca certe sere.

Mi piacerebbe scoprire
l’effetto abrasivo del tempo in altre viscere,
controllare se il passato
impregna i tessuti dello stesso succo acre,
se i ricordi di tutte le memorie
emanano quest’odore
di giardino avvizzito e di frutta marcia.

Vorrei guardare me stesso
con gli occhi duri di chi mi odia,
in modo che il disprezzo
distrugga ciò che resta
di tutto quello che mai seppellirà l’oblio.

Angel Gonzales
Oviedo, Spagna 3 9 1925 – 12 gennaio 2008
Traduzione mia


Leggo poesie……

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Leggo poesie a caso,
leggo quasi senza pensare a quel che leggo.
Quando incontro un verso triste,
sento nell’anima come una carezza.
Non che mi conforti la tristezza altrui;
è che mi sento meno solo.

Angel Gonzales


Il cosiddetto crepuscolo.


Il cosiddetto crepuscolo

non sarà il rossore – effimero – del giorno

che si sente colpevole

di tutto ciò che è stato

– e non è stato?

Questo giorno fugace

che, proprio come un delinquente,

approfitta dell’ombra per andarsene.

Angel Gonzales (Spagna 1925-2008)

Traduzione di Selena Simonatti