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Domande di nonna mentre Asia guarda l’orizzonte…..

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Mi rimarrà il tempo
Per misurare il tonfo
Delle parole tronche
……….
Dire non ho più fretta
Ho un’ora per ricoprire con la carta
Il sussidiario della tua scuola
Per annodarti le stringhe delle tue scarpe
Ed evitarti ogni caduta
…….
Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
A chi è rimasto, così potrà rileggere
Ogni nostra parola guardando
Infine il suo orizzonte senza angoscia….

 

Luigi Paraboschi
Da”E ci indossiamo stropicciati”


“E il mare? Com’è il mare Asia?”

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Forse non ti sarà sembrata

neppure diversa da tutte le altre,

la spiaggia che guardi ogni mattina dal tuo bungalow,

bianca, ricoperta di conchiglie rosa e stelle marine,

trascinate dall’alta marea.

“E il mare?  

Com’è il mare Asia?”

“Ma nonna, non è il mare,

si chiama oceano, oceano indiano”

Chissà  se nel mondo

che ha fatto sognare Wilbur Smith, Blixen ed Hemingway,

mondo  di terre rosse e di gazzelle,

di leoni, giraffe ed elefanti,

ti muovi con lo stesso stupore negli occhi

di quando entri nel libro delle favole

e provi, ogni giorno di più,

a immaginarti come è fatto il mondo.

 

Iraida (Annamaria)


Tu ribellati

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Stasera ho pensato di insegnarti questo :
tu ribellati
qualunque cosa accada: ribellati
ribellati alle lettere allineate
ai colori alle cornici intorno al foglio
agli indici nei libri alle immagini nel verso giusto
agli orli alle cinture ai calzini uguali
ai bottoni sempre nelle asole
e alle asole sempre in cerca di bottoni
ai saponi alle creme ai dentifrici raccomandati
alla pelle che si rimargina alle cicatrici ai calli ossei
alle donne ai sentimenti ai patimenti
al tempo che guarisce tutto
e al dolore che si lascia guarire
a me soprattutto, e certo!

Carla Lebowski Cavallini


Tutto si armonizza per differenza

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Tutto si armonizza per differenza:
il deserto di ghiaccio, l´albero nella roccia,
la delicata furia del mare e le stelle.
Nasciamo trasparenti come l´aria,
e diventiamo opachi come il marmo.
Possiamo sopportare tanto dolore
come piacere siamo capaci di ricevere.
Pietra, erba, fuoco, acqua,
luce, tenebra, tempesta di sabbia:
tutto si armoniza per differenza.
La città, mentre dormi,
draga il silenzio che rende tutto nuovo.
Nessuno ha altra patria se non per andarsene.
L´amore porta in braccio
l´atroce metodo di mettere il bavaglio.
Ciò che ci colma dell´altro ci svuota.
Nube, radice, il canto degli uccelli:
tutto si armoniza per differenza.

Angel Guinda, Saragozza 1948
Traduzione Manuele Masini

Asia ha sei anni. Giorni fa ha visto, per la prima volta, baciarsi due uomini “nella bocca”(lei dice proprio così).
Suo padre, sua mamma ed io, che sono la nonna, abbiamo tentato di trovare le parole adatte a spiegarle il senso del suo stupore.

Ci pensavo oggi, leggendo questa poesia.
A questo mondo tutto ciò che è armonioso, e perciò ci rende felici, nasce dalla differenza, dalla diversità.


Nell’isola dove sei

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Nell’isola dove sei

piccolina mia

il mare ha un colore che non troverai  tra i tuoi pennarelli!

Tu lo disegnerai lo stesso

cercando di contenere la sua ampiezza.

Una volta

a chi ti rimproverava

di aver colorato di blu anche il tavolo buono

dicesti “beh, mi è scappato il mare dal foglio!”

Non ti stupirai se in pieno inverno

il sole ti brucia la pelle

non sai ancora che tra un qui e là

possono esserci migliaia e migliaia di chilometri

(lo spazio ed il tempo lo misuri ancora così:

dormo mi sveglio e sono qui, dormo mi sveglio e sono là).

Il sole dunque lo colorerai

di un giallo intenso

e sarà grande quasi quanto il cielo.

In un angolo scriverai il tuo nome

quattro lettere in stampatello non allineate.

Compiaciuta

terrai poi per un po’

il tuo disegno tra le mani e alla fine

metterai tutto nello zainetto

il foglio i colori il mare il sole il mondo.

E tornerai a giocare.


Iraida (Annamaria)


Ad Asia che danza nel vento

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Danza laggiù sulla riva.
Perché ti dovresti curare
del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli
umidi di salsedine.
Sei troppo piccola per aver conosciuto
il trionfo dello sciocco o l’amore
perduto non appena conquistato
o la morte del miglior lavoratore
mentre tutti i covoni
sono rimasti ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere
il mostruoso gridare del vento?

William Butler Yeats
Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune, 28 gennaio 1939


Come una farfalla

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Una farfalla, proprio

come una farfalla, spiegherai le ali e volerai via.
Mi scorderai. Oh sì, mi scorderai.

Mi fermerò dietro di te e ti guarderò andare

fino a quando non distinguerò più il prima dal dopo.
Ma per un tratto ancora ti vedrò,

mentre costruirai fiori di carta e desideri.

E poi ti guarderò resistere al vento

che ti soffia tra le ali.

Non riuscirà a sparigliare i tuoi sogni e i tuoi pensieri.

Giuro che potrai sentirmi:

prova ancora, ancora e ancora, spera, vola… riprenditi il cielo!


Iraida(Annamaria S.)


Di una bambina

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“…vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi
anche quando mi avrai dimenticato”

Angelo Maria Ripellino
da “Notizie dal diluvio”


Cosa vuoi fare da grande?

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A mia nipote che ha quattro anni, spesso chiedo “cosa vuoi fare da grande?” e lei ogni volta, sempre più seccata, perché sa che io conosco la risposta, scandisce lentamente “la dottoressa e la ballerina”. L’ultima volta che gliel’ho chiesto, mi ha fissata con un’espressione dapprima indispettita, poi il suo sguardo è cambiato, d’un tratto è diventato tenero e…. indulgente. Mi ha sorriso e ha continuato a giocare. E’ stato un attimo, un attimo di silenzio in cui mi è sembrato di aver colto il significato nascosto del mio stare al mondo .
“…il difficile che diventa facile quando cominci ad amare”
Iraida

Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all’offesa
se felicità c’è stata, se c’è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l’albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
– dove va la notte quando è giorno?
– mezz’ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un’assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che diventa facile
quando cominci ad amare.

Lucianna Argentino.
dalla raccolta inedita “L’ospite indocile”

la poesia è tratta da http://www.vicoacitillo.it/almanacco/argentino.html


Alla più bella

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COMUNQUE SIA QUESTO MONDO E’ PER TE

Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte
a che serviva, e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata
da Dio e prendila, l’hanno fatta per te
millenni di uomini che non ti conoscevano
ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi
quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti
e ti alzi e dici, «io me ne vado a letto».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani,
e capitali, e continenti e selve,
e piramidi, e versi, e adoratori
della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti
a te che infine vieni a giustificare
la loro straordinaria varietà.
È tutto tuo e non finisce mai.

Juan Rodolfo Wilcock
Buenos Aires 17 4 1919 – Lubriano 16 3 1978


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