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Aspettami. Un istante

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Aspettami. Un istante.

 Appena il tempo di correre all’emporio

 prima che chiuda

 all’angolo di fronte.

 Fuma leggi bevi

 nel frattempo.

 Una corda fiammiferi coltello

 molti cibi in conserva

 pistola con cartucce relative

 coperte per i climi inospitali

 cloro compresse

 da sciogliere nell’acque perigliose

 pillole per il cuore

 una pila una bussola una mappa

 bianca da colmare.

 E talismani. Auguri per il cuore

 per la noce del collo

 l’anima la vita.

 Sull’alto sgabello appollaiata

 chiuse il giornale

 strinse un po’ i ginocchi

 che aveva divaricati

 sorrise con la bocca

 non con gli occhi.

 Ti ho aspettato disse

 Andiamo.

 

Bartolo Cattafi

da “L’osso e l’anima”

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Ipotenusa

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Sfusi e confusi in quella

nebbia di novembre

sentimmo al tatto che l’ipotenusa

era mostruoso errore

audace anomalo lì addosso compartecipe

lato scorretto

d’un angolo retto.

 

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979

da “Marzo e le sue idi”

 

 


Marzo e le sue idi

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Di tutto diffido
del pugnale di Bruto
della tenera carne di Cesare
dello stesso destino.
Che passi presto il tempo
vengano alfine marzo e le sue idi.

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979

da “Marzo e le sue idi”

 

…..Autore metamorfico, in grado di alternare una figuratività accesa, palpitante, policroma, a una figuralità, per dirla con Giovanni Raboni, inquietante, paradossale..….. una sorta di poesia molecolare, dei frammenti, delle particelle: di una epigrammaticità fulminea e fulminante.    SALVATORE FERLITA


L’autunno ha……

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L’autunno ha mari teneri, ha colori
che calme navi tagliano; cadranno
foglie e cieli sospesi per un filo.
Andare sino all’albero, sedersi,
entrare in confidenza con l’inizio
di radiche più avide e vive verso il basso.
Abbiamo accanto povere fredde cose,
bucce, bottiglie, frammenti di memoria,
più in là c’è il mare.
«L’ultima domenica», e ci trovi
ancora ansanti, il cuore
un poco stanco per la festa,
branco che più non fugge, prede
colorite dal ferro irto nel mondo
dal vino, dai fuochi solitari.
Ci vinse
questa striscia di fumo sulla terra,
fu sempre obliqua
l’ombra che ci seguí in silenzio.

 

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979
da “Le mosche del meriggio”


Te la piangi

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Ammettiamo che tu
abbia due gambe
che ne voglia una sola
vai dal medico e gli dici
taglia quella che cresce
la sega salta in aria
il taglio non riesce.
Tanti saluti alla tua stampella.
Così infine è per l’anima
non puoi mica mandarla sulla forca
arrotolarla nella cesta della roba sporca.
Ti arrangi ficcato tra le spine
te la tieni addosso
te la piangi.

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979
da “L’aria secca del fuoco”

“Quando si tireranno le somme del libro della poesia del Novecento, a Cattafi spetterà un posto privilegiato e, ciò che più conta, ottenuto esclusivamente con le sue forze. Si vedrà che a volte vale assai di più una parola tesa all’assoluto che una fondata sul calcolo e su un’avvilente speculazione delle opportunità. Un caso unico, lo ripetiamo, e sarebbe giusto che tutti ormai lo riconoscessero” Carlo Bo
Citazione tratta da minima & moralia


L’anima

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L’anima dilata
deforma questi oggetti della terra,
carica le cose d’assoluto,
altera colori, sconvolge
volumi, valori, affida
nobili poteri a corpi vili.
Muove fuochi e pensieri all’infinito
mentre il cerchio è già scritto nel suo giro
e l’immobile centro allunga raggi
i monotoni raggi fino al limite.
L’anima non trasmodi
non faccia movimenti esagerati,
se li fa taccia
– non si lagni quando
casca nel concavo, in un fosso
o sbatte sulla piatta superficie.
Quello che lei vuol fare
è un altro discorso.
E questa non è la sede adatta.

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979
Da “L’osso, l’anima”

“Quando si tireranno le somme del libro della poesia del Novecento, a Cattafi spetterà un posto privilegiato e, ciò che più conta, ottenuto esclusivamente con le sue forze. Si vedrà che a volte vale assai di più una parola tesa all’assoluto che una fondata sul calcolo e su un’avvilente speculazione delle opportunità. Un caso unico, lo ripetiamo, e sarebbe giusto che tutti ormai lo riconoscessero” Carlo Bo
Citazione tratta da minima&moralia


Non ho molto da dirti…

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Non ho molto da dirti, alle ventuno
il mondo comincia a farsi bello
come il globo che pende sulla porta
Si può bere, ballare,
parlare di cose scollacciate
baciare le statue colorite,
dentro vi bollo bene, nel bordello
di musiche e di mescite. Nessuno
sa che contrabbando compio
col petto tatuato, che tesoro
brucia nella grotta
e che grigia
cartuccia, che miccia nelle mani.
Mi scordo della prora,
domani farò la rotta esatta,
ora ho l’esempio, il budello,
la fame dritta e secca dei gabbiani.

Bartolo Cattafi
Barcellona Pozzo di Gotto, 6 7 1922 – Milano 13 3 1979
da “Le mosche del meriggio”


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