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Ma oltre queste verità e dentro queste vuote parole ho perso la misura.

compasso

Ma oltre queste verità e dentro queste
vuote parole ho perso la misura.
Ora io so soltanto che son seduto
a questo tavolo e che per tanto buone
ragioni ho tempo e odio da spendere.
E mi basta così senza nemmeno
maledire. Non è perdere al gioco,
e poi fa bene vivere. Un’arte
marziale voglio imparare, di che sempre
si possa indugiare di far male.
Un teatro astratto di colpi e pensieri
per i giorni neri. E poi le gioie e insieme
con gli amici far niente.

Beppe Salvia, Potenza 10 10 1954 / Roma 6 4 1985
Pubblicata in Braci

[…]”Stanco sono di vederti/mondo strano,/prestigio del dolore,/acribia della menzogna,/torbida corona/dei letamai abitati./Stanco sono di vedere/le morti umiliate/nelle stanze del silenzio” […]
Così, in una sua poesia, Vista Stanca, Luis García Montero parla di un mondo che non riesce più a com-prendere. Meglio “stare qui,/in una condivisa solitudine,/per vedere quello che/ci succede”
Inutile, per Beppe Salvia, voler attribuire una verità, un senso a un mondo insondabile, perchè inadeguato è il metro umano che pretenda di “misurarlo” . Meglio accontentarsi che le cose siano così come sono “un teatro astratto” di bellezza, di dolori, di gioie e di stupore….”
Meglio accontentarsi e “insieme con gli amici far niente.”


Adesso io ho una nuova casa…..

2015-02-25 18.08.04

Adesso io ho una nuova casa, bella
anche adesso che non v’ho messo mano
ancora. Tutta grigia e malandata,
con tutte le finestre rotte, i vetri
infranti, il legno fradicio. Ma bella
per il sole che prende ed il terrazzo
ch’è ancora tutto ingombro di ferraglia,
e perché da qui si può vedere quasi
tutta la città. E la sera al tramonto
sembra una battaglia lontana la città.
Io amo la mia casa perché è bella
e silenziosa e forte. Sembra d’aver
qui nella casa un’altra casa, d’ombra,
e nella vita un’altra vita, eterna.

Beppe Salvia
Potenza 10 10 1954 / Roma 6 4 1985


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