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Polvere e vento

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e dimmi: quanto di questa polvere,
del vento che la scuote e la trascina via,
quanto io sono polvere,
quanto sono quel vento
che mi fa tremare, allontanarmi,
disperdermi dentro l’aria gelida
che ingoia il  paesaggio, le cose,
le case, la fretta inutile delle strade,
le storie dentro le stanze,
i gemiti i silenzi le parole
che vanno via, si scompongono
mentre la bocca le pronuncia;
quanto io sono il vento che cancella,
la polvere che s’alza
come se avesse vita propria
e poi rimane, s’adagia sulla terra,
arresa, stanca, invisibile quasi.
quanto sono polvere e vento.

 

Blumy Sotis


Passato, presente, futuro

Baron Adolf de Meyer

Ciò che è,  non è futuro ma presente

e così, allorché si dice di vedere il futuro,

non si vedono le cose ancora inesistenti

cioè future, ma le loro cause

o i segni già esistenti

(Sant’Agostino, Le Confessioni)

 

Sono stata : questo lo so bene
(e so di boschi e di cespugli dove inciampava l’anima)

Sono: questo lo so bene
(e so di sabbia di deserto, di sete inestinguibile)

Sarò:no, di questo non so niente.

(Come se fossi cieca e sorda, come se non sapessi
leggere né scrivere, come se un sipario nero
mi occludesse il susseguirsi delle scene
io sono qui, dentro la mia carne muta,
dentro il ruscello del mio sangue)

Come potrò mutare tutto questo,
senza un avviso da lontano,
senza una lettera che mi dica addio?

 

Blumy 

da Vico Acitillo Poetry


8 settembre 1943. Mia madre di vent’anni*

02 - Mamma adolescente
Unafotografia.

Fu l’unica cosa che mia madre portò con sé,

quando scappò dalla sua casa in fiamme

nell’autunno del 1943.

Aveva vent’anni,

nel suo quartiere i tedeschi avevano ucciso

civili inermi e bruciato ogni loro cosa.

La guerra attraversava la sua giovinezza,

distruggendone progetti e desideri.

Aveva voluto salvare quel cartoncino spiegazzato,

perché dimenticare l’orrore

sarebbe stato più facile che ricordare

che era stata bella ed incosciente

come lo sono i giovani e i loro sogni.  

Annamaria S.

____________________________

Tutto su mia madre

Si affaccia da una cornicetta
che ne circoscrive il volto puro
e guarda la finestra
che ritaglia il cielo
mia madre di vent’anni,
mia madre che sognava ancora
e le nascevano voli tra i capelli
mia madre occhi di marzo
con le tasche piene di paure,
lei che non cantava mai.
– Com’è che te ne innamorasti?-
-Fu il suo modo di incedere…-
Lui, principe di sabbia e pioggia,
lei, corolla spalancata in un deserto.

Blumy
La poesia è tratta dal sito lettere senza destinatario

*A neanche un mese dalla firma dell’armistizio dell’8 settembre del 1943, ad Acerra un gruppo di partigiani del luogo tentò di bloccare, con povere masserizie e carri agricoli, i potenti mezzi dei tedeschi in fuga. Fu una carneficina, i tedeschi bruciarono le case. I morti, tra uomini, donne e bambini, furono 75, 15 donne e 60 uomini. Sette di loro avevano da 1 a 9 anni e, 18, da 13 a vent’anni. Tutto ciò, lungo la via dove abitava mia madre con la sua famiglia. Da allora quella strada si chiamò Corso della Resistenza. Acerra è Medaglia d’oro al valor civile. Annamaria S.


Mia madre di vent’anni…


Questa fotografia fu l’unica cosa che mia madre portò con sé, quando scappò dalla sua casa in fiamme nell’autunno del 1943. Aveva vent’anni, nel suo quartiere i tedeschi avevano ucciso civili inermi e bruciato ogni loro cosa. La guerra attraversava la sua giovinezza, distruggendone progetti e desideri. Aveva voluto salvare quel cartoncino spiegazzato, perché dimenticare l’orrore sarebbe stato più facile che ricordare che era stata bella ed incosciente come lo sono i giovani e i loro sogni. Iraida

Tutto su mia madre

Si affaccia da una cornicetta
che ne circoscrive il volto puro
e guarda la finestra
che ritaglia il cielo
mia madre di vent’anni,
mia madre che sognava ancora
e le nascevano voli tra i capelli
mia madre occhi di marzo
con le tasche piene di paure,
lei che non cantava mai.
– Com’è che te ne innamorasti?-
-Fu il suo modo di incedere…-
Lui, principe di sabbia e pioggia,
lei, corolla spalancata in un deserto.

Blumy
La poesia, tenera e struggente come lo sono certi ricordi, è tratta dal sito http://letteresenzadestinatario.wordpress.com/2012/01/19/tutto-su-mia-madre/


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