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Vorrei avere quella forza…..

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Mestiere di coltivare

Nei cardini e nei battenti

non si trattiene l’umidità

a contemplare paesaggi

a condolersi per il crepuscolo

in cui naufragano le luci

né si trattiene la termite

nel suo lavoro di caverne

per la semplice ragione

di terminare il suo orario.

Esiste un lavoro costante

di fiori e sementi

che la terra raccoglie

il sole concima

e la pioggia colma di meraviglie

in cui non si ammette il riposo

né il castigo di ciò che è infruttuoso.

L’erba si espande senza contadino

l’albero cresce senza altimetri

i fiori esplodono senza giardiniere

la pennellata del verde non si trattiene

il conflitto delle liane si risolve

nel concilio degli intendimenti

senza patti o documenti o atti

perché qualunque cosa ha il suo posto

nell’abbondanza di una semina infinita.

In quella giornata di tempo immerso

nel daffare dominato dal sempre

e nel presente con futuro

si vive il prodigio di pianti allegri

e di esplosioni animate che aiutano

a distribuire il tutto tra tutti.

Senza necessità di mestiere alcuno

si coltivano la montagna e la prateria

le rive dei fiumi

le terre libere dalle mani

pianificatrici degli uomini

e le pianure asciutte di sole.

Vorrei avere quella forza

per seminarmi dentro

di speranze e dolcezze.

 

Carmen Naranjo

Cartago Costa Rica 30 1 1928 –  San José Costa Rica 4 1 2012

da  “Oficio de oficios” in  “Nell’imminenza del giorno”  antologia di T. Pieragnolo


Il mestiere di svegliarsi

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Sempre mi sveglio tardi molto tardi

con una enorme pigrizia

di fare la stessa cosa una volta e un’altra.

Lenta mi sveglio

con fonda rabbia

di scordare il sogno

e raccogliere pezzi

di qualcuno che qualcun altro

chiama con nome lontano.

Mi sveglio fragile

propensa al pianto

magnificando insignificanze

per crescere in diminuzioni

sul desiderio di gattonare.

Oscura mi sveglio

con la mente stanca

con paura in mano e nello sguardo

con un desiderio infinito

che giunga presto la notte

e sia una notte eterna.

Mi sveglio vuota

di parola e pensiero

seminata di silenzi e limitazioni

con la pelle asciutta fatta in briciole

e un sorriso di pietra

nel labirinto della mia storia

Sono invecchiata senza apprendere

il mestiere di svegliarmi.

 

Carmen Naranjo,   Cartago  30 1 1928 – San José 4 1 2012

da  “Oficio de oficios” in  “Nell’imminenza del giorno”  antologia di T. Pieragnolo


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